L’opposizione attacca: «Il progetto ambizioso è stato mal sostenuto»

Un progetto troppo ambizioso per l’aeroporto, e mal sostenuto, e soprattutto una gestione “superficiale”. Ci sono anche precise responsabilità, secondo l’opposizione in Consiglio comunale a Gorizia,...
Bumbaca Gorizia 06.10.2018 Aeroporto degrado © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 06.10.2018 Aeroporto degrado © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Un progetto troppo ambizioso per l’aeroporto, e mal sostenuto, e soprattutto una gestione “superficiale”. Ci sono anche precise responsabilità, secondo l’opposizione in Consiglio comunale a Gorizia, dietro il difficilissimo momento e l’incerto futuro dell’aeroporto di via Trieste.

A spiegarlo è il consigliere di Percorsi goriziani Roberto Collini, che sottolinea come il “Duca d’Aosta” assomigli di più ad un porto che ad un aeroporto «considerate le tante, troppe, reiterate promesse da marinaio che in questi anni si sono consumate su quell’area simbolo delle occasioni sprecate dalla miopia goriziana». Dalla scuola per sottufficiali della Guardia di finanza, in poi, tanto per intenderci. E oggi la storia sembra ripetersi, dice Collini, visto che «dal settembre 2016, data della concessione dell’aeroporto da parte dell’Enac alla Società consortile creata appositamente tre anni prima quasi nulla è stato fatto».

«Al di là delle difficoltà oggettive, il problema a mio giudizio è che la situazione è stata gestita con troppa leggerezza – dice il consigliere comunale d’opposizione –, ed è mancato un adeguato controllo. Perché tre bilanci consecutivi in rosso non sono uno scherzo, si poteva e doveva fare qualcosa prima di arrivare a questo punto. Già il progetto per il quale è stata ottenuta la concessione era una sorta di castello di sabbia, probabilmente troppo ambizioso per la realtà vissuta dall’aeroporto». Secondo Collini, allora, tali ambizioni dovevano essere supportate di più, a livello di investimenti, da Camera di Commercio, Comune e istituzioni in generale.

C’è poi un altro punto che sta a cuore al rappresentante di Percorsi goriziani. Il futuro della Pipistrel. «Per l’insediamento industriale del valore iniziale di 5 milioni di euro la Camera di commercio è intervenuta con mezzo milione in conto capitale – spiega Collini –, un altro mezzo milione con un finanziamento a tasso zero e un terzo stanziamento di mezzo milione destinato a favorire le assunzioni. Che a tutt’oggi, nonostante le cerimonia di inaugurazione dei capannoni avvenuta nel maggio 2017 in piena campagna elettorale per le comunali, ancora non si sono viste. “A regime saranno 200 i posti di lavoro”, hanno sempre assicurato Pipistrel e sindaci. Ma questo “regime” quando arriverà? ». —

M. B.

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