L’ospedale riacceso da un articolo

Grazie a un articolo pubblicato sul Piccolo un ospedale nel Congo è stato risistemato e ora è in grado di servire i 150mila abitanti della città di Kimbau. Tutto è nato da un’intervista, realizzata nel 2010 nella rubrica dei triestini all’estero a Laura Sustersic, che viveva a Kinshasa, dove dirigeva un progetto di gestione delle risorse idriche nel bacino del fiume Congo. Dopo la pubblicazione dell’articolo ecco susseguirsi una serie di fortunate coincidenze, che hanno messo in contatto persone da un capo all’altro del mondo. «Lo scorso Natale a Trieste il dottor Marco Confalonieri e la dottoressa Chiara Castellani hanno visitato un anziano paziente al Sanatorio Triestino, il signor Danilo, al quale hanno raccontato la storia di uno sfortunato ospedale in Congo, rimasto senza elettricità. Il signor Danilo ascolta, si interessa, annuisce e tira fuori un vecchio articolo del Piccolo, salvato chissà perché, che parla di una “signora delle acque” in Congo. È la mia storia! Da lì è nato un rapido scambio di mail fra Trieste, Caracas e Kinshasa». Laura, nel frattempo si è trasferita in Africa per intraprendere un nuovo corso lavorativo. «Nel dicembre 2012 ho lasciato il Congo per Caracas, in Venezuela, dove mi occupo di progetti sociali e non più d’ingegneria idraulica. Porto ancora l’Africa ancorata profondamente nel cuore e nei pensieri e per questo, quando ricevo una mail intitolata “Ospedale di Kimbau, Congo”, la leggo con attenzione – spiega Laura – mi scrive il dottor Confalonieri, medico triestino, che mi racconta di una sua conoscente, la collega Chiara Castellani, direttrice di un ospedale nel cuore del Congo, una struttura abbandonata dai belgi negli anni ’50 e rivitalizzata quarant’anni dopo da questa coraggiosa dottoressa. L’edificio è alimentato da una centrale idroelettrica, che ha smesso da anni di funzionare. Il dottore mi ha rintracciata proprio grazie all’articolo del Piccolo, riuscendo a trovare il mio indirizzo web. Mi muovo subito e metto in contatto la dottoressa Castellani con Luigi, un amico che lavora all’ambasciata italiana di Kinshasa». La dottoressa triestina incontra quindi l’ambasciatore italiano in Congo, che a sua volta contatta il Ministero dell’Energia congolese, dove lavora un tecnico che ha studiato in Italia. «Nel marzo 2013 ho ricevuto una nuova mail, del dottor Confalonieri, che mi raccontava come, proprio dopo questa serie di contatti e collaborazioni inaspettate, nell’ospedale di Kimbau, dopo anni di buio, si erano riaccese le luci! È una gran gioia anche per me, che so quanto sia difficile muovere le cose laggiù. Oggi, finalmente, i 150mila abitanti di Kimbau hanno una struttura sanitaria funzionante, con tanto di elettricità. Grazie a una dottoressa molto determinata. E a una reazione a catena – conclude Laura - innescata da una scintilla scoccata a Trieste».
Micol Brusaferro
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