Luca Occhialini:«Trieste città sana e in crescita, la sede a Casa Polacco un salotto per la clientela»

Il presidente di Banca 360 Fvg sull’economia di Trieste. «Il rilancio del Porto Vecchio avrà ricadute sul turismo e sui servizi»

Roberta Mantini
Il presidente di Banca 360 Fvg Luca Occhialini
Il presidente di Banca 360 Fvg Luca Occhialini

«Trieste è un sistema a sé, profondamente diverso dal resto della regione». Luca Occhialini, presidente di Banca 360 Fvg, descrive così il mondo dell’impresa nel capoluogo giuliano. L’analisi è prudente nei toni, ma netta nella sostanza: il quadro economico appare complessivamente positivo, pur con fisiologiche differenze tra settori e singole aziende.

Banca 360 Fvg è una realtà giovane, nata nel luglio 2023, ma già solida sul territorio. Conta 59 filiali in 155 comuni, 404 collaboratori, 109.128 clienti e 19.961 dipendenti. Il patrimonio al 2024 era di 294 milioni di euro, salito a 360 milioni nel 2025.

Presidente qual è la situazione delle imprese a Trieste? Ci sono settori in difficoltà?

«Non ci sono criticità strutturali da segnalare. La situazione è a macchia di leopardo: alcune aziende crescono rapidamente, altre attraversano fasi più complesse. Nel complesso, però, il contesto è sano e in crescita. Trieste si configura come un ecosistema economico dinamico, sostenuto da porto, servizi, terziario e investimenti bancari. La vivacità immobiliare, il rilancio del Porto Vecchio e la crescita del terziario confermano che le imprese guardano al futuro con fiducia. Il tessuto economico è fortemente orientato ai servizi, con una componente privata rilevante e caratteristiche patrimoniali e anagrafiche diverse rispetto alle altre province della regione».

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Qual è il ruolo del porto nello sviluppo economico della città?

«La strategia sul porto è ampia e finora vincente. Accanto alla funzione industriale, c’è tutta la partita del Porto Vecchio, che non è solo portuale ma anche urbana, con ricadute su turismo, uffici e servizi avanzati. È uno dei progetti più rilevanti a livello nazionale e può rappresentare una scommessa vinta. Negli ultimi vent’anni Trieste si è trasformata, rafforzando la propria attrattività anche sul piano turistico e culturale e diventando un polo di riferimento per imprese e investitori».

Come intercetta Banca 360 Fvg questo dinamismo?

«Abbiamo consolidato il nostro ruolo di partner di imprese e privati. In tre anni abbiamo aperto la quarta filiale in città. Partire da zero e arrivare oggi a quattro sportelli, in un momento in cui le banche riducono la presenza fisica, è un chiaro segnale di investimento sul territorio. Le sedi sono tutte in centro».

Ci sono progetti per ampliare ulteriormente la presenza della banca in città?

«Sì, stiamo ristrutturando la filiale di Corso Italia, all’angolo con via Imbriani, a Casa Polacco, che diventerà la nostra sede più importante in città. Rimarrà attiva anche la storica filiale di Ponte Rosso. Con questa nuova apertura puntiamo a creare un vero salotto commerciale, soprattutto per la clientela privata, con spazi dedicati all’innovazione e alla consulenza personalizzata».

Quale ruolo può giocare la banca nello sviluppo futuro delle imprese triestine?

«Il nostro obiettivo è accompagnare le imprese nei progetti di crescita, supportando investimenti industriali, operazioni immobiliari e sviluppo delle attività portuali e terziarie. Vogliamo essere non solo finanziatori, ma partner strategici, contribuendo a consolidare Trieste come città attrattiva, competitiva e in grado di offrire opportunità concrete a livello regionale e nazionale». —

 

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