Lungo la ferrovia e i castellieri scatta l’operazione anti-Ailanto

La. Bl.

Dopo l’area attorno alla Rocca, anche quella oltre la ferrovia, al termine di salita Mocenigo, è stata ripulita dall’Ailanto, pianta “aliena” arrivata dalla Cina e super invasiva. «È la prima applicazione della delibera con cui abbiamo stabilito degli indirizzi nella lotta alle piante alloctone – spiega l’assessore all’Ambiente Sabina Cauci –. I prossimi interventi interesseranno il sentiero che dallo spiazzo prosegue lungo la ferrovia verso la trincea Joffre e la zona dei castellieri, dietro via Volta». I tagli ripetuti, già sperimentati nella zona della Rocca, sembrano essere efficaci. «L’Ailanto getta dei polloni, che però possono essere eradicati facilmente – afferma Cauci –, e i tagli evitano la dispersione delle samare, i frutti dotati di ali, che l’albero produce copiosi». Nella zona dei castellieri gli esemplari di Ailanto stanno attecchendo nella pietraia e gli interventi saranno resi complicati dalla natura del terreno. Al suo fianco a maggio il Comune ha ritrovato la Riserva di caccia di Monfalcone che con i soci ha operato in zona salita Mocenigo, dove il Comune ha effettuato anche lo sfalcio dell’erba, e tornerà in azione in autunno. L’amministrazione comunale s’è impegnata a farsi promotrice di azioni di contenimento ed eradicazione di piante aliene invasive in zone naturalisticamente protette e in ambiti cittadini pubblici o privati. L’obiettivo è preservare dalle specie aliene infestanti innanzitutto le zone Habitat Natura 2000 e gli habitat protetti, accedendo anche a fondi regionali o statali, effettuando monitoraggi e ripristini ambientali. «Una delle azioni di contrasto all’Ailanto da testare è quella di “occupare” la zona da cui è stato eradicato con piante autoctone», dice Cauci. Si vuole anche avviare un’azione di sensibilizzazione della Regione, affinché siano emanate direttive e linee guida in materia.—



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