L’urlo di piazza Libertà «Diritto di movimento per tutti i migranti»

Oltre 150 persone ieri mattina si sono trovate in piazza Libertà per aderire alla Balkanroute calling, la carovana promossa dalla campagna solidale Lesvos calling a favore del diritto di movimento dei migranti. «Vogliamo portare un messaggio politico di denuncia, di solidarietà pratica nel rispetto delle vite umane», ha spiegato il rappresentante di Lesvos Calling Francesco Sartori. «Abbiamo bisogno di un nuovo tipo di narrazione. Non siamo qui a parlare di situazioni emergenziali, ma di canali sicuri, di libertà di movimento, di permessi di soggiorno. Oggi (ieri) è una giornata ricca di contenuti e di azione. Già essere presenti fisicamente è una scommessa vinta». Tra i molti interventi fatti a microfono aperto, anche quello di Lorena Fornasir, di Linea d’Ombra: «La possibilità di questo incontro la dobbiamo soprattutto ai migranti. Hanno trasformato la piazza in un luogo di conoscenza, coi loro corpi feriti, le loro storie saccheggiate e i loro nomi che non esistono più, perché tutti hanno un nickname».
«Questo posto ha preso vitalità grazie alle persone che lo animano ogni giorno», ha sottolineato Beatrice Sgorbissa di Strada SiCura. «Spero che questa mobilitazione sia solo l’inizio di una resistenza condivisa. È il momento di unirsi per riportare al centro un senso di umanità». L’obiettivo delle molte realtà che hanno aderito al progetto era di spingersi fino al confine croato-bosniaco di Maljevac. Ma le restrizioni anti-Covid hanno costretto a riformulare l’itinerario. Dopo piazza Libertà, la manifestazione si è spostata al consolato croato in piazza Goldoni per terminare al valico di Pese. —
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