Madri straniere a scuola d’italiano «Così si integra tutta la famiglia»

Sono quasi sempre le figure-chiave nel processo d’integrazione dei bambini stranieri in città, in quanto sono loro a seguirli nei compiti per casa e a tenere i contatti con le maestre. Allo stesso tempo, però, le madri-migranti hanno spesso competenze linguistiche inferiori rispetto al loro partner all’interno della coppia, e in alcuni casi devono pure affrontare maggiori difficoltà nel loro personale iter di integrazione. Per questo motivo l’Istituto comprensivo di San Giovanni, in collaborazione con l’Unicef, ha avviato un progetto rivolto alle mamme degli alunni immigrati di prima o seconda generazione che prevede un corso di italiano “L2”, da apprendere quindi come “lingua secondaria”.
Al primo incontro - svoltosi l’altro giorno alla scuola primaria “Luigi Mauro” - hanno preso parte una ventina di donne, in prevalenza provenienti dal Kosovo e le altre di origine bengalese e di etnia araba. È in effetti all’interno delle comunità islamiche che solitamente le donne risultano per cultura e tradizione meno attive degli uomini nei rapporti sociali e nelle attività esterne rispetto ai confini familiari, come rileva a questo proposito Roberto Benes, vicepreside dell’Istituto comprensivo di San Giovanni. «È molto importante che la scuola si attivi anche per le famiglie degli immigrati ed è stato dimostrato, nella letteratura scientifica internazionale, che interventi a favore del miglioramento delle competenze linguistiche delle mamme e della famiglia in generale hanno ricadute esternamente positive sulle competenze didattiche dei bambini e sulla loro futura integrazione», spiega lo stesso Benes, riferendosi al recente rapporto Eurydice pubblicato dall’Oecd, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, intitolato “Integrating Students from Migrant Backgrounds into Schools in Europe: National Policies and Measures”.
Una delle finalità fondamentali del progetto consiste quindi nel potenziare le loro competenze linguistiche, anche ai fini di supportare la costituzione di una vera e propria “comunità di pratiche di apprendimento” tematizzata sulla lingua italiana e sulla vita scolastica.
Dal punto di vista operativo il laboratorio è strutturato su due livelli, il base e l’avanzato. Per ogni livello sono previsti dieci incontri da un’ora e mezzo, dedicati allo sviluppo delle competenze linguistiche, e altri cinque che approfondiscono la cultura italiana e le strategie di supporto nei compiti. Come già detto, entrambi i laboratori si tengono alla scuola primaria “Luigi Mauro”, che è uno dei plessi scolastici della provincia col maggior numero di famiglie non italofone.
Ciascun corso è tenuto da una docente specializzata nell’insegnamento dell’italiano come “L2” mentre, in contemporanea, viene organizzato un servizio di vigilanza per i bambini piccoli al seguito delle mamme, affidati a un’educatrice dell’Unicef, per consentire proprio a queste donne-studentesse di dedicarsi con maggiore attenzione all’apprendimento. Ilprossimo incontro si terrà mercoledì prossimo dalle ore 14 alle 16.—
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