Mafia in porto, sequestrato uno yacht

La barca da 200 mila euro appartiene al campano Formicola, indagato per la compravendita della Depositi Costieri
Lasorte Trieste 02/01/18 - Via Rio Primario, Depositi Costieri
Lasorte Trieste 02/01/18 - Via Rio Primario, Depositi Costieri



Fruttava quattrini a palate l’attività di riciclaggio e frode fiscale in cui è incappata anche la Dct, la Depositi Costieri, la società con sede in via Rio Primario che si occupa della movimentazione e dello stoccaggio dei prodotti petroliferi in porto. Uno degli indagati nell’inchiesta sulla compravendita dell’impresa triestina, il campano Pasquale Formicola, possedeva anche una barca del valore di 200 mila euro.

Il Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Trieste, su provvedimento del Tribunale del capoluogo giuliano, ha sequestrato l’imbarcazione, ormeggiata nei pressi di Napoli.

L’operazione messa a segno dalla Guardia di finanza, che si inserisce nella più vasta inchiesta “oro nero”, rappresenta un altro risultato per gli inquirenti. Se non altro per la compensazione (certamente solo parziale) per le casse erariali a seguito all’evasione milionaria scoperta dalla Procura della Repubblica nei mesi scorsi. Il settore è sempre lo stesso: quello dei prodotti petroliferi.

Grazie a vari appostamenti e sopralluoghi, gli investigatori delle Fiamme gialle di Trieste sono riusciti a localizzare l’imbarcazione in un rimessaggio di Torre del Greco.

Benché formalmente intestato a una società riconducibile a un prestanome, il natante in realtà era nella piena disponibilità di Formicola, noto alle cronache come uno dei tre amministratori di fatto della spa triestina (dichiarata fallita il 9 gennaio scorso). I tre erano stati arrestati a maggio per reati fiscali e riciclaggio.

Come emerso dall’attività investigativa, il gruppetto di napoletani era a capo di un sodalizio malavitoso protagonista di un’articolata frode attuata con la partecipazione di diverse società e con l’emissione di false fatturazioni per complessivi 160 milioni di euro. Un giro che ha provocato un’evasione Iva per 35 milioni di euro.

Passando al setaccio 300 conti correnti per il valore di un miliardo di euro e cinquemila faldoni, gli inquirenti si sono accorti che proprio dietro alla compravendita della Depositi Costieri si nascondeva una valanga di fatture false ed evasioni fiscali.

Parte dei proventi illeciti, come ha sottolineato la Guardia di finanza in un comunicato diramato ieri, erano poi serviti agli arrestati - tra i quali Formicola - per acquisire la proprietà della Depositi Costieri.

L’imbarcazione sequestrata è munita di cucina interna ed esterna, bagno ultramoderno, quattro posti letto ed ogni genere di comfort.

Il natante rinvenuto va ad aggiungersi agli altri beni, mobili ed immobili, già sottratti alla disponibilità degli indagati nei mesi scorsi: denaro, case, auto e quote societarie, ma anche orologi di valore. —



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