Maggiore informazione tra gli operai dell’indotto e abitudini da cambiare

Il dibattito si allarga. I rappresentanti della Rsu di stabilimento dicono la loro sull’argomento. Lorenzo Allesh della Fiom ne fa su tutto una questione di informazione: «Il problema – dice – potrebbe essere di comunicazione, credo sia utile sensibilizzare le ditte, anche soggette a tourn over di maestranze, a spiegare come comportarsi e poter mangiare dignitosamente nelle zone dedicate». Per Michele Zoff, della Fim, «ci sono spazi adeguati a disposizione e Fincantieri ne realizzerà altri. Forse per alcuni lavoratori è una sorta di abitudine, soprattutto durante l’estate». Davide Romeo, della Uilm, osserva: «In mensa vedo tanti lavoratori delle ditte, poi ci sono gli “acquari”, refettori vetrati, e una nuova area in riva E. Penso che sia una scelta da parte dei lavoratori non farne uso, dovremo parlare con i datori di lavoro». Anche Rodolfo Sala, della Failms, ritiene che si tratti di “abitudini”. «Le multe – aggiunge – vengono imputate alle ditte, tuttavia spesso si tratta di richiami verbali a osservare le regole. L’azienda ha comunque predisposto aree capienti, al coperto e attrezzate e sono in costruzione altri locali. Per quanto mi risulta, la maggior parte delle imprese non ha mai avuto problemi in questo senso». —
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