Mancano bus per i passeggeri Costa Msc offre passaggi fino alla laguna

Prova superata. Trieste si è rivelata una città in grado di reggere l’urto dell’arrivo in contemporanea di due grandi navi contemporaneamente sul molo Bersaglieri, anche se, va detto, non è mancato qualche disagio per la mancanza di pullman. Una “colpa”, però, imputabile a Costa Crociere e non alla macchina organizzativa cittadina.
La radio dei quattro operatori della Trieste terminal passeggeri ha lavorato dalle sei di sabato mattina fino alla serata di ieri, quando le navi sono ripartite, senza smettere mai di rimandare ordini e solleciti a pullman e camion, che avevano il compito di far salire e scendere passeggeri e merci.
La Msc Musica puntuale alle sette ha legato le cime al molo Bersaglieri dal lato verso il Pinguino, la Costa Luminosa invece è arrivata in ritardo, poco prima delle 11. Le due navi nel corso della mattinata hanno sbarcato complessivamente 4.200 persone e ne hanno imbarcate 4.380. Tutte le operazioni si sono svolte praticamente senza disagi anche perché è stato creato un “polmone” nella zona del Pedocin dove sono stati lasciati in attesa i novanta pullman che hanno fatto salire i passeggeri per portarli a Venezia, inizialmente fissata come destinazione finale. Qui si è verificato l’unico vero imprevisto perché, alla fine, mancavano dei mezzi e circa 300 passeggeri della Costa sono rimasti a lungo sul piazzale, sotto il sole, dove ci sono stati anche momenti di tensione. Alla fine il personale di Ttp è riuscito a trovare la soluzione attraverso Msc che ha fornito un passaggio agli ospiti della concorrenza.
Gli imbarchi sono avvenuti nel primo pomeriggio, dopo il viaggio di andata e ritorno sulla A4 ( «più facile che trovino là la fila», scherzava un operatore), con i passeggeri della Costa che hanno dovuto fare il check in mentre quelli della Msc avevano completato le procedure a Venezia. Oltre ai passeggeri anche 35 camion, anche questi in sosta al Pedocin e fatti arrivare a turno, che hanno rifornito le navi con cibo e bevande. A supportare la Ttp anche il personale del Porto di Trieste servizi e le guardie giurate della Polinvestigation e di Sorveglianza diurna e notturna.
Tutta la zona delle Rive era transennata, con i varchi presidiati e, nonostante un po’ di ovvia concitazione, non ci sono state particolari criticità per quanto riguarda il traffico. Il momento più intenso solo verso sera all’arrivo del corteo del Pride, quando però le procedure sulle navi erano già concluse. I passeggeri rimasti a bordo erano 960, più i membri dell’equipaggio, che a gruppi sono potuti scendere per fare un po’ di shopping e mangiare qualcosa. «Diciamo che preferivo Venezia», racconta un passeggero scendendo dalla nave. «Venezia la conoscevo perché ci ero stata una anno fa - spiega invece Paola da Roma - quindi la possibilità di scoprire anche una città nuova non mi dispiace». «So che anche qua c’è il Canal Grande - scherza invece Luigi con il suo accento toscano - quindi alla fine sarà come a Venezia con un po’ di Austria». Costa ha organizzato anche dei tour a piedi per il centro e due pullman per visitare Muggia. Alcuni triestini si sono lamentati per l’impossibilità di accedere al parcheggio del Pedocin mentre altri per lo spostamento della fermata del Delfino Verde, piccoli episodi in una giornata dove tutto sommato il sistema ha retto. —
A.P.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Riproduzione riservata © Il Piccolo








