Mancano le nuove leve l’associazione Anglisani cessa la sua attività
Gradisca. Non è stato facile per i soci dell’Associazione culturale “Anglisani” decidere di chiudere l’attività del sodalizio. L’associazione, sorta più di 10 anni fa, a seguito dell’iniziativa di molti amici ed estimatori del poeta, scrittore e artista gradiscano di origini campane Gianni Anglisani (foto), si è sempre distinta per l’impegno in iniziative culturali soprattutto verso i giovani. Il raggiungimento degli obiettivi e l’assenza di un ricambio in alcuni ruoli chiave hanno consigliato dunque il doloroso stop.
Lo scopo dei soci, nel rispetto delle volontà di Anglisani, sin dalla presidenza d Giorgio Germani, è stato quello di incoraggiare i giovani a manifestare i propri sentimenti attraverso la parola scritta, spingendoli a dire quello che sognano e a manifestare i propri valori di fronte alle vicissitudini del mondo. È un lavoro che si chiude dopo 10 anni di rapporti positivi con gli istituti delle scuole superiori della provincia di Gorizia; dopo aver visto partecipare al concorso annuale di poesia oltre 500 studenti dei licei e degli istituti tecnici che con interesse e capacità hanno dimostrato, attraverso più di 600 poesie, di apprezzare il messaggio poetico di Gianni Anglisani sui temi cari al poeta, cioè quelli sociali ed etici, base della fraternità, della libertà e della giustizia. La famiglia Anglisani e i soci hanno deciso di devolvere i residui di bilancio 2019 a due associazioni locali impegnate nelle attività sociali: Spyraglio e l’Associazione Monfalconese Integrazione, e di cedere al Comune di Gradisca d’Isonzo le opere prodotte da Gianni Anglisani nella sua cinquantennale attività artistica e culturale.
Scomparso nel 2005, Anglisani è stato un uomo eclettico, un artista che sapeva attirare l’attenzione di tutti con le sue pitture, un poeta e uno scrittore che riusciva a fermare il lettore e trasmettergli nuove emozioni con le sue poesie e i suoi racconti. Cresciuto negli ideali socialisti e nei tanti valori irrinunciabili dei quali, come lui affermava, è portatore il pensiero socialista e «che ne fanno, appunto, un’idea: onestà; affermazione perenne di Libertà e di Giustizia; condanna senza appello della violenza, della tortura, delle morti inutili e della sopraffazione del più forte sul più debole e, quindi, No categorico a qualsiasi guerra». Questi, non erano per Gianni solo valori ideali o concetti astratti ma il filo conduttore di tutta la sua vita. Persona con una considerazione ottimistica del futuro, in una breve poesia del 2004 scrisse: “In me c’è una luce stupore che non tramonta mai. Il suo nome è speranza”. –
L.M.
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