Marchesich: «Torniamo a manifestare per il Tlt»

Per il porto, contro la privatizzazione della città, il business dell’immigrazione clandestina e per la cittadinanza del Tlt. Con questi punti cardine rivolti al 2020, la Federazione del Territorio Libero ha stilato il bilancio dell’anno che si sta chiudendo.

Dodici mesi contraddistinti da tante iniziative, portate avanti con impegno dagli indipendentisti. A cominciare, il 10 febbraio scorso, dalla manifestazione organizzata dalle donne per il Tlt, alle iniziative per i 300 anni dall’istituzione del Porto Franco, fino alla consueta sagra estiva di Prosecco; infine, il 15 settembre, c’è stata la manifestazione unitaria in occasione della ricorrenza dell’istituzione del Tlt e un’altra il due novembre contro il business dei clandestini.

«Dobbiamo ritornare per le strade di Trieste numerosi come nel 2013, ne va del futuro della nostra città – ha ricordato il segretario del movimento, Giorgio Marchesich, quale proposito per il 2020 – dobbiamo tirare fuori gli attributi e dire a tutti che questa è casa nostra». Critiche nei confronti della situazione economica e del crollo demografico sono piovute dal presidente Antonio Furlan. «In Porto Vecchio si rischia di creare un’altra cattedrale nel deserto come accaduto per Porto Piccolo – ha tuonato Furlan – il tutto mentre i giovani scappano da Trieste in cerca di nuove prospettive». –

L.D.

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