Più di 1.700 partecipanti alla Marcia dell’Amicizia tra Gorizia e Nova Gorica
Celebrata la 50° edizione transfrontaliera: «La manifestazione ha contribuito a Go!2025»

Come l’amore, senza le ali. Così Lord Byron descriveva l’amicizia, per dirne l’enorme potenza e importanza nella vita delle persone. Ma anche senza frequentare simili vette di pensiero, sono stati tantissimi i goriziani e i novogoricani che hanno voluto ribadire una volta di più la bellezza e l’importanza dell’amicizia tra le due città gemelle. Lo hanno fatto, non a caso, partecipando all’edizione 2026 della Marcia dell’Amicizia sotto lo slogan “Due città, un cuore”, a 50 anni esatti da quella prima edizione della camminata che fu capace di superare i confini in tempi in cui questi esistevano davvero.

Erano in circa 1.700 al via da piazza Transalpina, dopo aver fatto la fila per l’iscrizione, aver scattato foto, ammirato l’esibizione del gruppo di majorettes dell’associazione Twirling, e aver ascoltato la musica della GoNg Orchestra. A scandire il conto alla rovescia, bilingue, per la partenza della marcia, sono stati insieme il sindaco Rodolfo Ziberna e il collega di Nova Gorica Samo Turel, nell’occasione però decisamente divisi per quanto riguarda l’abbigliamento: Turel, che poi avrebbe partecipato alla marcia, sfoggiava un perfetto completo sportivo, Ziberna era elegantissimo nel suo abito scuro, dovendo di lì a poco inaugurare “Contea”.

«Anche questa marcia, che è stato un esempio virtuoso in passato, ha contribuito a far nascere l’idea di Go!2025», ha detto Turel mentre Ziberna ha spiegato: «Ai giovani chiedo di pensare a quale sia il valore enorme di questo evento, che 50 anni fa ha anticipato ciò che oggi siamo riusciti a rendere normale, ovvero il superamento dei confini». Mentre sui vicini campi da basket Gogi&Gigi si sfidavano ragazzini italiani e sloveni nel torneo Beyond the line curato dall’Us Goriziana, sono stati gli Sbandieratori di Spilimbergo a guidare il gruppo in marcia, che ben presto però imboccando via Foscolo si è sgranato, tra chi ha deciso di affrontare di corsa uno dei due percorsi da 6 o 12 km tracciati al di qua e al di là del confine, chi ha preferito passeggiare e chi è partito con tutta calma. In molti avevano con sé un cagnolino o spingevano un passeggino, qualcuno ha camminato con le bacchette da Nordic Walking e in molti si sono fermati in Transalpina a giocare a pallone.
Uno spettacolo, insomma. A fine mattinata – dopo che le soste ai ristori lungo il percorso, le tappe nei parchi dove si sono svolte pure esibizioni musicali e lunghe ore di sole e sorrisi – pastasciutta per tutti, oltre alle immancabili premiazioni. Con 53 iscritti quello dei Donatori di sangue di Campolongo Tapogliano è stato il gruppo più numeroso. —
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