Martines: «Uniti in difesa del Giudice di pace»

Appello del sindaco all’opposizione: soltanto facendo sistema abbiamo possibilità di vincere

PALMANOVA. Il sindaco Francesco Martines afferma che è necessario uno sforzo comune affinché Palmanova non perda il Giudice di pace. Il sindaco risponde alle dichiarazioni del consigliere Antonio Di Piazza: «Non ricordo una sua partecipazione attiva alle iniziative promosse a fianco dell’Ordine degli avvocati». «Mi sono impegnato cercando la collaborazione degli altri comuni e la capacità di fare sistema dell’intera Bassa friulana nella battaglia per scongiurare l’accorpamento del Tribunale di Palmanova a Gorizia e lo stesso sto facendo e continuerò a fare per mantenere il Giudice di pace qui a favore di tutta l’area». Lo ribadisce il sindaco della città stellata intervenendo sul riordino della geografia giudiziaria che prevede la chiusura del Tribunale di Palmanova dal primo aprile per accorpamento su quello di Udine, ma lascia ancora aperta la questione del Giudice di pace: «La scorsa estate ho predisposto un protocollo d’intenti firmato da 32 sindaci della Bassa friulana e del Palmarino per mantenere Palmanova all’interno della circoscrizione di Udine e per gettare le basi per mantenere qui la sede del giudice di Pace. E’ una possibilità concreta e percorribile a patto che i Comuni facciano sistema nel mantenimento delle spese, consapevoli che Palmanova è baricentrica e questa soluzione eviterebbe ulteriori disagi ai cittadini della bassa friulana».

«Certo fino alle prossime elezioni regionali - aggiunge - , dubito che si arriverà a qualche soluzione concreta. Mi piacerebbe che Di Piazza si facesse parte attiva al mio fianco in questa battaglia, come ha già fatto il consigliere Giorgio Caruso, in virtù del ruolo istituzionale e professionale che ricopre, ma purtroppo nei mesi scorsi ho dovuto rilevare la sua assenza a tutte le iniziative che ho promosso a difesa del Tribunale di Palmanova».

«Di Piazza - ricorda Martines - è stato invitato alla conferenza stampa di giugno nella sede della Provincia di Udine con il Presidente dell’Ordine degli avvocati udinese, ma non vi ha partecipato. Non ricordo di averlo visto, salvo qualche sporadica fugace apparizione, nemmeno alle altre riunioni tenutesi a Palmanova né alle manifestazioni di Udine e Tolmezzo. Da avvocato, invece, avrebbe dovuto assumere un ruolo di primo piano e non limitarsi a complimentarsi per la mia azione con sporadiche dichiarazioni o dando consigli sulla stampa locale.  La sua presenza invece potrebbe essere utile in battaglie comuni, per far percepire ai cittadini che davanti a interessi generali si fa fronte unico».

Alfredo Moretti

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