Materna senza telefono Protesta delle famiglie

Nella scuola di via dei Campi guasti a ripetizione. I genitori: «Se non si trova una soluzione ci rivolgeremo alle forze dell’ordine». E spunta un cellulare

RONCHI DEI LEGIONARI . Lo scorso anno a tener banco fu il caso della sostituzione di alcune insegnanti che provocò reazioni immediate e ben poco felici da parte delle famiglie. Ed ancora una volta la scuola materna di via dei Campi a Ronchi dei Legionari, inaugurata nel maggio del 2016, finisce sotto i riflettori e scatena le proteste dei genitori. Il casus belli, questa volta, è determinato dal fatto che, ormai da un paio di settimane, il telefono della scuola non funziona. La conseguenza è che le famiglie non possono comunicare in nessun modo provocando logica apprensione.

Un guasto si era già verificato nel febbraio scorso. Era stato poi risolto ed ora è tornato a far scatenare le ira di mamme e papà. «Ci siamo trovati nuovamente – racconta una mamma – nella spiacevole situazione di dover scrivere all’ufficio comunale preposto per il medesimo problema della linea telefonica della scuola materna. È dalla scorsa settimana che il telefono è guasto. Ad oggi un’altra mamma si è trovata in difficoltà per contattare la scuola in quanto irraggiungibile anche contattando direttamente la segreteria».

Si tratta, come detto, di un problema che sussiste ormai da più di un anno e trova solo soluzioni temporanee per brevi periodi per poi ripresentarsi dopo poco tempo. «È inammissibile – sono ancora le sue parole – che dei genitori di bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni siano impossibilitati a comunicare con l’istituto dove si trovano i propri figli. Il fatto che ci si trovi oramai a fine anno scolastico non giustifica assolutamente il disinteresse sull’argomento. Se la cosa non trova risoluzione immediata ci troveremo costretti a contattare le forze dell’ordine. Io, come mamma, devo essere in condizione di comunicare con chi tiene mio figlio in custodia. Se il telefono fisso non funziona, ci sono mille altre soluzioni per ovviare al disservizio. Credo e, se mi è permesso, pretendo, visto che mio figlio è lì, che si possa dotare la struttura di un banalissimo telefono cellulare, abilitato anche solo ed esclusivamente alle chiamate entranti, il cui numero di telefono venga comunicato ai genitori, in modo da non tenere isolata la struttura in caso di bisogno – conclude – vista la frequenza di questi disservizi».

E mentre il consigliere comunale del Partito democratico, Enrico Masarà, annuncia che presenterà un’interrogazione al sindaco, Livio Vecchiet, l’assessore all’istruzione, Mauro Benvenuto, ha immediatamente coinvolto l’ufficio informatico per la risoluzione del problema. «Sia la ditta incaricata della manutenzione del centralino, sia Telecom come gestore del servizio telefonico – spiega – sono intervenuti non appena segnalato il problema. Ora in base alle risposte fornite stiamo analizzando la situazione anche al fine di risalire ad eventuali responsabilità. Garantisco comunque che il problema verrà risolto e che saranno messi in atto ulteriori accorgimenti al fine di evitare, in futuro, analoghe situazioni». E ieri pomeriggio, a quanto pare, il Comune ha messo una pezza dotando la scuola di un cellulare. Ma i genitori auspicano che prima dell’avvio del prossimo anno scolastico il problema sia risolto per sempre. È stata inaugurata nel maggio del 2016 ed è funzionale dall’avvio dell’anno scolastico 2016-2017, la scuola materna di via dei Campi, a Ronchi dei Legionari. Un edificio costruito davvero a tempo record dopo l’abbattimento della vecchia scuola che era stata dichiarata pericolante.

Un’opera da 2 milioni e 600 mila euro che, a Ronchi dei Legionari, era attesa da molto. Una scuola moderna, funzionale, dotata di sei sezioni, per un numero di utenti pari a 180 bambini, 30 per sezione. Si tratta di un edificio con criteri costruttivi di bioedilizia, ad un unico piano, con tecnologia costruttiva in legno, a telai tralicciati, in classe energetica A, dotato di impianto fotovoltaico posto sul tetto, con potenza pari a 20 kilowatt, di impianto di riciclo dell’aria e di riscaldamento a pavimento. Essa ha sostituito quella realizzata negli anni Cinquanta e che era stata demolita, non senza polemiche, perché considerata a rischio crollo.

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