Mattarella, in sospeso l’omaggio agli infoibati

Il sindaco Romoli ieri al Quirinale per definire i dettagli: «La città vorrebbe anche una commemorazione al Lapidario»
Di Francesco Fain

Il sindaco Romoli sperava di riuscire a portare a casa il risultato. Subito. Ma la trasferta di ieri a Roma per definire i dettagli della visita del Presidente della Repubblica Mattarella a Gorizia (programmata per il 26 ottobre) è servita per «mettere i ferri in acqua». La partita che il primo cittadino spera di vincere è di riuscire a inserire nel programma della visita anche una sosta e una commemorazione al Lapidario, il monumento del Parco della Rimembranza che riporta, incisi nella pietra, i nomi dei 665 deportati dai partigiani titini che furono poi fucilati o infoibati. «Sarebbe un segnale importante», dice.

«Da più parti, in città, è stato chiesto e auspicato che il Presidente, oltre a rendere omaggio ai caduti della Prima guerra mondiale, renda omaggio anche a questo monumento che ricorda una pagina tragica della nostra storia. Per il momento - spiega il sindaco Ettore Romoli - il protocollo non lo prevede ma sto insistendo con lo staff presidenziale affinché venga inserito anche questo momento commemorativo. Insomma, l’argomento è stato tenuto in sospeso ma non demordo».

Di questo e di molto altro si è parlato ieri a Roma. Il sindaco Romoli ha incontrato, infatti, alti funzionari del Quirinale per definire nel dettaglio il programma della visita del Capo dello Stato a Gorizia e a Doberdò del Lago, oltre a Trieste. Assieme a lui il prefetto Isabella Alberti.

«Rispetto al programma sin qui noto, non ci sono grandi evoluzioni. Il Presidente - fa sapere Romoli - arriverà a Gorizia dopo l’alzabandiera a Trieste. Verrà ricevuto dal prefetto e dal sottoscritto al Parco della Rimembranza dove deporrà una corona. Poi, raggiungerà il teatro Verdi».

Nella riunione di ieri è stato reso noto anche il titolo dell’incontro con Mattarella. Sarà: “L’Europa, luogo di superamento dei conflitti in occasione del centenario dell’unione di Gorizia all’Italia”. Facile immaginare che, nel suo discorso, ci saranno accenni alla collaborazione transfrontaliera.

Il coordinatore del corso di Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche, Georg Meyr tratteggerà un excursus storico degli avvenimenti che hanno interessato queste zone dalla prima guerra mondiale a oggi. «La città - fa sapere Romoli - non sarà blindata ma ci sarà un accurato ma discreto controllo da parte delle forze dell’ordine. Sarà una festa per la città e per i cittadini». Rispetto al programma originario è stato inserito anche il nome del sindaco di Nova Gorica Arcon: pure lui sarà presente al teatro. Terminato l’incontro al “Verdi”, il Capo dello Stato scoprirà a Doberdò del Lago il monumento dedicato alle vittime slovene della Grande Guerra.

L’arrivo di Mattarella in città è una conseguenza dell’incontro cordialissimo che Romoli ebbe con lo stesso Presidente della Repubblica nella Capitale lo scorso 26 luglio. Nell’occasione, come si ricorderà, si parlò principalmente degli eventi locali legati alla Grande guerra ma anche dei futuri sviluppi internazionali dell’area isontina, legati ai progetti del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect), formato dai Comuni di Gorizia, Nova Gorica e Sempeter Vrtojba.

In sintesi, il concetto formale, dal forte valore simbolico, rintracciabile nei resoconti dell’incontro romano, è che al Goriziano è stata riconosciuta una specifica cifra distintiva dall’attuale Capo dello Stato: essere passati da una difficile storia segnata da due guerre mondiali e dalla presenza del confine a un futuro fatta di aperture e collaborazioni con il vicino Est europeo, molte dalle quali ancora da sviluppare, ma con alle spalle un lungo e riuscito percorso di pacificazione. Concetti che, molto probabilmente, Mattarella ribadirà il 26 ottobre prossimo nel suo intervento al teatro Verdi dove ci sarà anche il presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor.

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