Mattiussi sull’ospedale: «Costretti da Martines a forzare la mano»



Partecipazione agli incontri organizzati sul territorio e posizione assunta nella discussione sul futuro assetto sanitario regionale: sono i temi affrontati dal consigliere regionale Franco Mattiussi, che parla anche a nome dei colleghi Mauro Di Bert e Alberto Budai, in una replica al sindaco Martines. Mattiussi, in merito all’incontro organizzato dalla minoranza di Palmanova con l’assessore Riccardi e con alcuni primari per parlare della riforma sanitaria, puntualizza: «Noi consiglieri regionali abbiamo partecipato rispondendo a un cortese invito dei rappresentanti della minoranza, legittimati dal mandato elettorale che ci impone di ascoltare tutti coloro che a noi si rivolgono e certamente non possiamo essere tacciati di “compiacenza, arroganza e opacità”. Lo abbiamo fatto nel periodo di gestazione della riforma sanitaria». Quanto al proprio operato sul tema della riforma, Mattiussi scrive: «Abbiamo senza dubbio in qualche occasione forzato la mano e inserito in norma ciò che la legge non avrebbe dovuto contenere soprattutto nei riguardi dell’ospedale di Palmanova. Quando però si è costretti da improvvide pressioni e demagogiche minacce, è indispensabile attivare tutto ciò che possa consentire di non compromettere lo spirito e l’efficacia della norma. Per dirla in breve: a brigante, brigante e mezzo». E, a margine, precisa che egli è consapevole che in una legge solitamente sono contenute linee d’indirizzo che poi spetta ai tecnici attuare in programmazione e che pertanto aver inserito in norma le decisioni sul punto nascita e sul potenziamento dell’ospedale di Palmanova, è stata un po’ una forzatura, ma afferma che a un tanto si è arrivati in quanto erano stati annunciati ricorsi al Tar contro la chiusura del punto nascita di Palmanova. Afferma che, in quanto rappresentanti del territorio, quanto proposto è stato «accolto con non poche riserve», ma poi «viste le garanzie e gli impegni che il presidente e, in particolare, il vice Riccardi hanno assunto declinandoli in legge, abbiamo accettato di buon grado. Le responsabilità è obbligatorio assumerle e non rinviare sine die come fatto da chi ci ha preceduto». Una stoccata infine a Martines che, a suo avviso, usa questi temi per visibilità mediatica, invece di occuparsi di altri problemi, anche gravi. E chiede, a titolo esemplificativo, «a che punto sono il sottopasso San Marco e l’autostazione». —



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