Maturità, ai ragazzi piace la fama targata Warhol

Scritto d’italiano, in molti scelgono la società dell’effimero prefigurata dall’artista. Meno numerosi quelli che si sono cimentati con Ungaretti o con Hobsbawm

TRIESTE. Vocabolario sotto il braccio, facce assonnate e preoccupate, tensione tangibile. Poco dopo le 8 ieri mattina 1363 giovani triestini facevano capannello davanti agli istituti superiori aspettando l'inizio della prima prova dell'esame di maturità: quella di italiano. I pronostici circolati nei giorni scorsi sulle possibili tracce hanno fatto cilecca. Niente beatificazione di Papa Wojtyla, niente nucleare, D'Annunzio o Unità d'Italia. Gli studenti sono stati invece sollecitati a scrivere di Ungaretti, di Fermi, di amore e odio, di cibo, di destra e di sinistra, degli anni Settanta; o ancora, prendendo spunto da una frase di Andy Warhol, del valore assegnato alla fama effimera.

Ritirati tutti i telefoni cellulari, sistemati gli alunni nei corridoi e nelle aule destinate alla prova, aperte le buste con le tracce: al termine di tutte queste operazioni preliminari, i maturandi hanno iniziato a stendere le prime frasi pochi minuti dopo le 9. Sei le ore a disposizione. Verso le 12.45 alcuni studenti avevano già terminato.

 

«Non ci aspettavamo assolutamente questi titoli - dice Chiara Castronovo uscendo dal liceo classico Dante - io ho scelto il saggio breve su "Amore, passione e odio": spero di averlo sviluppato bene, sono ancora molto agitata». «Ero orientata comunque sul tema di ordine generale - commenta Bruna Bradicich all'uscita dal classico - ho scelto con serenità la traccia di Warhol. Il mio timore ora è la prova orale: ho paura di emozionarmi e di dimenticare tutto davanti alla commissione».

 

Ascoltando i giovani all'uscita dai licei e dagli istituti tecnici, sembra sia stata la traccia sull'attualità - quella sulla fama effimera - la vera àncora di salvezza dell'esame di Stato 2011. «Mi sono sembrate tracce fattibili - osserva Franco De Marchi, preside del Dante - e anche parlando con i miei studenti come con quelli del Deledda dove sono presidente di commissione, mi è sembrato di vederli sereni, soddisfatti. Va anche tenuto presente - continua il dirigente - che la scelta era ampia: impossibile che uno studente non si appassionasse ad uno dei titoli».

 

Pochi, tra quelli interpellati, i ragazzi ad aver scelto l’analisi del testo di Ungaretti. Ancora meno quelli che si sono indirizzati sulla traccia storica, quella che partendo da una frase di Hobsbawm chiedeva ai ragazzi di analizzare gli anni '70: «Io questo storico non lo conosco, mai sentito nominare, noi non l'abbiamo studiato, - rivela Simone, giovane riccioluto uscito dallo scientifico Oberdan - ho evitato le tracce che potevano farmi scivolare su qualche considerazione politica optando invece per il tema su amore e odio approfondendo l'attuale fenomeno dello stalking».

 

Si sono dovute attendere le 13.15 per veder uscire i primi studenti dall'istituto Nautico. «Devastante, dei titoli assurdi», tuona Francesco all'uscita. «Sembra quasi che scrivano le tracce in modo tale da non far capire quello che vogliono - commenta Alessandra uscendo dal Sandrinelli - io ho scelto il tema di Warhol, come molti altri della mia classe». Soddisfatta invece dalle tracce Marianna Bardi che ieri ha sostenuto la prima prova al classico: «Ho trovato i titoli molto interessanti - ammette - io personalmente ho scelto quello sul cibo riflettendo su come venga usato per fare conoscenza, per incontrarsi ma pure per mettere pace a delusioni d'amore e nervosismi».

 

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