«Mercato coperto destinato a morire se viene trasferito»

Marco Bisiach
«Chiudere e spostare il mercato coperto per lavori di ristrutturazione dai tempi probabilmente lunghissimi rischierebbe di essere fatale per la struttura e per i suoi operatori. Meglio piccoli interventi mirati che non fermino l’attività». Ne è convinto Renato Fiorelli, figura storica della politica goriziana e isontina ma oggi, e da tempo, anche uno dei volti più conosciuti dell’area del mercato coperto nel suo ruolo di edicolante.
Fiorelli si fa interprete dei timori di tantissimi operatori della storica struttura e critica la prospettiva tracciata dall’amministrazione comunale. «Il mio pensiero è che se si sposta il mercato da dove si trova, poi qui non tornerà più, ed allora avremo un bellissimo edificio restaurato e nuovo di zecca, ma tristemente vuoto e abbandonato. Questo lo dicono logica e conoscenza della situazione. Da un lato sappiamo che quando la gente perde l’abitudine a frequentare un luogo, poi fa fatica a riappropriarsene, e quindi credo che i clienti non tornerebbero facilmente in via Boccaccio. Dall’altro ci sono molti operatori, ormai anche in pensione, che continuano a lavorare nel loro storico banco, ma in caso di stop o di trasloco potrebbero semplicemente decidere di smettere, o di non riaprire. Questi non sono certo dettagli, e andrebbero considerati». Il tutto per una struttura, il mercato coperto, di cui Fiorelli tiene a sottolineare il grande valore sociale, sia come luogo di incontro, confronto e tradizione, sia come attività commerciale in grado di offrire un ventaglio di offerte un po’ per tutte le tasche.
«Io opterei per interventi adeguati e che definirei “minimi”, ovvero mirati a risolvere le effettive criticità, ma senza bloccare l’attività del mercato e dei suoi operatori – spiega l’edicolante -. Non solo. È fondamentale anche intervenire senza stravolgere la visione architettonica esterna, che ha un suo senso e un suo significato nel tessuto urbano nel quale è inserita. Mi chiedo poi quanto potrebbero durate i lavori, viste le esperienze a dir poco traumatiche con gli interventi di rinnovamento del corso. Come può essere accettabile ad esempio che solo per rinnovare i bagni del mercato, quasi inservibili ormai da anni, ci vogliano tre mesi di lavori senza peraltro prevedere una soluzione alternativa?».
Oltre che per chi lavora al mercato, quei servizi igienici sono e sarebbero fondamentali anche per la clientela (spesso anziana) della struttura. Insomma, Renato Fiorelli non è affatto convinto dalle prospettive tracciate dall’amministrazione comunale. «Mi viene da pensare, pur amaramente, che avremmo bisogno di un commissario, perché questa giunta non è capace di affrontare i problemi – l’affondo finale -. Gli amministratori ci dovrebbero rimborsare il costo del viaggio a Madrid per studiare il Mercado San Miguel come possibile modello per il nostro mercato goriziano: mi pare una follia anche solo paragonare le due situazioni, sarebbe come guardare alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano nel caso dovessimo ristrutturare la galleria dell’ex Cassa di Risparmio in corso Verdi».
Oltre ai servizi igienici - con i lavori già programmati che dovrebbero presto risolvere finalmente l’annoso problema - e alla questione delle temperature - con il problema del caldo risolto aprendo un maggior numero di porte della struttura -, tra i “dolori” del mercato coperto di via Boccaccio e dei suoi operatori sono tornati a farsi sentire i ratti. Nelle ultime settimane infatti era stata segnalata la presenza nell’edificio di diverse grosse pantegane, forse uscite da qualche vicino tombino della rete fognaria e attratte dagli odori che, con la bella stagione e le temperature alte, inevitabilmente arrivano dall’interno del mercato coperto. —
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