Minacciò un medico, condannato a nove mesi

Un cittadino del Bangladesh aveva fatto il diavolo a quattro nel suo ambulatorio pretendendo l’esenzione del ticket per la moglie



Ha preteso di saltare la fila e passare davanti a tutti gli altri pazienti in attesa e poi, una volta dentro l’ambulatorio medico, ha fatto il diavolo a quattro con la dottoressa che lo riceveva per ottenere l’esenzione dal pagamento del ticket. Un comportamento che, lungi dal garantire a lui e alla moglie sconti di sorta, ha finito per costargli una condanna a nove mesi di reclusione, sostituiti con la semidetenzione, con revoca della precedente sospensione condizionale.

Un’esplosione di rabbia non soltanto immotivata, dunque, quella avuta il 30 maggio 2018 da Mahabub Sarkar, 36 anni, originario del Bangladesh e residente a Cervignano del Friuli, ma anche penalmente rilevante. A stabilirlo è stato il giudice monocratico del tribunale di Udine, Paolo Milocco, che ha comunque ritenuto di riqualificare l’originaria imputazione della resistenza a pubblico ufficiale contestata dalla Procura con la fattispecie della violenza o minaccia a un incaricato di pubblico servizio. Proprio come chiesto dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Luigi Genovese, sostituito ieri in aula dal collega Andrea Coluccia, che aveva tuttavia concluso per l’assoluzione dell’imputato, «non essendo stato in alcun modo individuato il soggetto che, quel giorno, si era reso responsabile dell’episodio».

Nella denuncia sporta dalla dottoressa, infatti, l’uomo era stato indicato come «il marito di una sua nuova paziente» e non con nome e cognome, aveva argomentato l’avvocato Coluccia, sostenendo anche la mancata dimostrazione, a livello probatorio, degli elementi costitutivi del reato. Al termine dell’istruttoria dibattimentale, passata attraverso l’audizione di due soli testi - gli altri due pazienti presenti nella sala d’attesa dell’ambulatorio e chiamati a confermare quanto accaduto -, il pm onorario Alessandra D’Aversa aveva concluso la discussione, chiedendo a sua volta la condanna a nove mesi di reclusione.

Stando alla ricostruzione accusatoria, Sarkar aveva dapprima scalpitato per entrare per primo nello studio della dottoressa e si era poi adirato nell’apprendere che la moglie, che presentava un gonfiore a una guancia, non aveva diritto ad alcuna esenzione dal ticket. Nella querela, si parla di pugni battuti sul tavolo, urla e minacce contro il medico. «Ti spacco la faccia», le aveva detto, per convincerla a rilasciarle la prescrizione in regime di esenzione. Ma finendo per andarsene poi con la coda tra le gambe. —

Riproduzione riservata © Il Piccolo