Minorenne perseguitata e pedinata per un anno Arrestato il suo stalker

È durato quasi un anno l’incubo per una giovanissima triestina, costretta letteralmente a cambiare le proprie abitudini di vita cercando di evitare l’insistente presenza di un uomo molto più grande di lei che da “corteggiatore” si era presto trasformato in stalker.

Nonostante i ripetuti rifiuti, lui aveva iniziato a farsi trovare vicino all’abitazione della ragazzina e ad apparire nei luoghi pubblici da lei frequentati. A nulla sono valsi i tentativi di tenerlo lontano, così come le richieste di parenti e amici della minorenne che hanno cercato di far capire all’uomo, un iracheno 36enne, che quelle attenzioni morbose non potevano trovare giustificazione.

Arrivata al culmine della sopportazione e ormai in preda a un costante stato d’ansia, la vittima ha deciso di sporgere denuncia contro il suo persecutore, che era ormai arrivato a pedinarla e a tentare vari approcci. Finché, un giorno le aveva messo le mani addosso, trattenendola per un braccio e sostenendo di essere innamorato di lei.

Nonostante i decisi rifiuti l’iracheno ha continuato a farsi trovare nei pressi della casa della vittima. Ha detto di non temere minimamente l’intervento delle forze dell’ordine e di essere disponibile ad attendere il raggiungimento della maggiore età della ragazzina.

Le immediate indagini dirette dalla Procura e svolte dalla Squadra mobile della Questura hanno consentito di ottenere dal gip la misura cautelare del divieto di avvicinamento e comunicazione con la vittima. Nonostante ciò, trascorso appena un giorno dalla notifica del provvedimento, l’iracheno ha violato la misura, tanto che è stato denunciato per il nuovo reato introdotto proprio questo mese dalla legge numero 69 (il cosiddetto “codice rosso”) che punisce chi viola i provvedimenti di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Una normativa che ha reso più incisive e rapide le procedure per bloccare gli autori di atti persecutori e tutelare le vittime. A quel punto, su richiesta del pm, il giudice ha immediatamente emesso il provvedimento di aggravamento della misura cautelare disponendo l’arresto del 36enne che si trova ora ai domiciliari. —

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