Mobilitazione per l’ospedale Fiaccolata con tutti i sindaci

La mobilitazione è iniziata. Il sindaco di Palmanova chiama a raccolta i cittadini in nome del futuro dell’ospedale e indice, per venerdì prossimo, 20 dicembre, una fiaccolata. L’appuntamento è fissato in piazza Grande, alle 17, per partire alla volta della sede dell’ospedale in via Natisone.
«Una fiaccolata – commenta – per dimostrare quanto i cittadini tengano alla sanità pubblica d’eccellenza della Bassa Friulana, per far sentire la nostra voce e fermare il depotenziamento già in atto dell’ospedale, per sostenere il personale sanitario demotivato e i cittadini sfiduciati dalle promesse non mantenute di Fedriga e Riccardi, per difendere i servizi del nostro nosocomio con una proposta costruttiva che salvaguardi la struttura sanitaria».
Martines si sofferma sulle promesse della Regione per il potenziamento del nosocomio cittadino. zEra il 18 luglio 2019, quando un comunicato ufficiale della Regione, riportando una dichiarazione di Massimiliano Fedriga, relativamente a un ordine del giorno, poi diventato emendamento, recitava: un atto «che impegna la giunta a potenziare e prevedere nuove funzioni per l’ospedale di Palmanova nel contesto della legge che ridisegnerà la programmazione sanitaria in Friuli Venezia Giulia entro la fine dell’anno. Eppure nella riforma sanitaria appena approvata non si trova nulla di tutto questo. Nessuna specializzazione per Palmanova, la conferma della chiusura del suo Punto Nascita, la chiusura del Pronto soccorso Pediatrico in orario serale e notturno, dalle 20 (diventate poi nella realtà addirittura le 18) alle 6, l’assenza di investimenti, nessuna indicazione in legge per il promesso super ospedale».
Secondo il sindaco il fatto che dell’assetto futuro del nosocomio cittadino si parlerà solo in fase di futuro atto aziendale dell’Azienda Udinese nella quale l’ospedale di Palmanova-Latisana entrerà a far parte dal primo gennaio, crea un clima d’incertezza che danneggia l’ospedale. «Tutti i progetti futuri sono rimandati ad aprile 2020. Una programmazione assente e dannosa – aggiunge – che sfiducia i medici e li porta a lasciare la struttura». —
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