Modifica alla legge sulla tassa di soggiorno Botta e risposta fra il sindaco e l’assessore

La presentazione della 51.a edizione della Barcolana è stata presupposto per una piccola querelle fra Comune e Regione riguardante la tassa di soggiorno. Il motivo? L’emendamento alla legge sulla suddetta tassa, promesso nei mesi scorsi in Consiglio regionale e volto a cambiare le regole in base alle quali spendere i ricavi dell’imposta, ma che non è stato ancora licenziato dall’aula di piazza Oberdan.
«Dovrebbe essere competenza del Comune e non della Regione la redistribuzione degli utili derivanti da questa tassa», ha ricordato ieri il sindaco Roberto Dipiazza all’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini nel corso dell’appuntamento pubblico. La legge attuale prevede infatti che gli introiti della tassa di soggiorno vengano gestiti su un tavolo comune attraverso un accordo con gli altri soggetti coinvolti, nella fattispecie Federalberghi, Associazione bed and breakfast e PromoturismoFvg. Ciò vincola la convergenza di tutti questi attori sul dettaglio degli interventi, da un duplice punto di vista, progettuale e finanziario. Un accordo fra il Comune e i soggetti coinvolti che, soprattutto nel caso triestino, fatica a tradursi in una decisione, finendo con il ritardare la scelta sulla destinazione dei proventi.
L’obiettivo della modifica alla legge, invece, dovrebbe essere quello di limitare l’intesa tra Municipio e i singoli operatori a un’indicazione generale su dove convogliare i quattrini. Poi sarà compito del Comune decidere dove orientare il denaro. «Colgo la provocazione del sindaco Dipiazza – questa la risposta dell’assessore Bini – e ammetto che sulla modifica della legge sulla tassa di soggiorno non siamo stati performanti. Allo stato attuale stiamo lavorando alla modifica di questa norma che di certo non fa bene agli albergatori e al turismo regionale». Tradotto in moneta corrente si tratta di milioni di euro che allo stato attuale sono inutilizzati e che creano un collo di bottiglia non indifferente che va a ripercuotersi sulla programmazione degli eventi futuri.
Interpellata, l’assessore comunale al Turismo Francesca De Santis ha spiegato lo stato dell’arte dei tavoli organizzati fino ad ora con i rappresentanti delle categorie alberghiere: «Nel corso di questi mesi abbiamo avuto diversi incontri con le categorie, all’interno delle quali non ci sono idee comuni su come gestire i proventi della tassa di soggiorno – queste le parole dell’assessore –: questa impasse ci ha portato ad arrivare a fine maggio senza un accordo che ci consenta di finanziare la programmazione per l’organizzazione degli eventi. È una cosa che dispiace perché chi ci rimette è la città. Io credo che dobbiamo muoverci per un unico obiettivo che è quello di garantire i giusti finanziamenti a tutte le manifestazioni che arricchiscono l’offerta turistica della città». Emblematico è il caso relativo proprio alla Barcolana, la cui ultima edizione ha prodotto un introito pari a un milione e 700 mila euro attraverso la tassa di soggiorno, dei quali 1 milione e 200 mila sono pronti per essere destinati alla promozione di eventi. «Nell’ultimo incontro avuto con le associazioni di categoria – conclude l’assessore De Santis – siamo arrivati alla firma di un accordo di massima per la destinazione dei proventi. L’augurio, dopo aver superato questo primo scoglio, è quello di poter lavorare bene assieme anche in futuro». —
L.D.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Riproduzione riservata © Il Piccolo








