Molesta una ragazzina sul bus: arrestato

L’episodio su un mezzo della linea 39. Per identificare il ventunenne sono state decisive le telecamere installate a bordo



Si è seduto sul sedile accanto, ha iniziato a fissarla e poi le ha infilato la mano nelle parti intime. Era mattino presto. Lei, sedici anni non ancora compiuti, stava andando a scuola. Nonostante lo choc la ragazzina ha tentato di reagire bloccando la mano del molestatore.

C’è voluto oltre un mese di indagini per arrestare Rahimi Mohammad Tamin, ventunenne afghano. È ritenuto il responsabile della violenza sessuale sulla minorenne avvenuta lo scorso 22 marzo a bordo della linea 39.

Sullo straniero pendeva un mandato di cattura. Indagini non semplicissime quelle del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri, dirette dal pubblico ministero Matteo Tripani. Perché il ventunenne, dopo aver palpeggiato l’adolescente, ha fatto perdere le proprie tracce. Gli inquirenti hanno dovuto passare al setaccio le immagini delle telecamere installate sull’autobus e le foto segnaletiche dei migranti passati a Trieste nell’ultimo periodo. Il ricercato, che da quanto risulta non era inserito nel sistema di accoglienza dei richiedenti asilo, è di fatto un senza fissa dimora. Ma la sua foto era nei database delle forze dell’ordine.

I Carabinieri hanno rintracciato lo straniero al centro commerciale Le Torri d’Europa. Ora è in carcere al Coroneo. L’ordinanza di arresto è stata disposta dal gip Laura Barresi.

Le immagini delle telecamere di sicurezza installate nel bus, acquisite dai militari dell’Arma, hanno ripreso un uomo che corrispondeva alla fisionomia e vestiva gli abiti descritti dalla sedicenne.

Sequenze che immortalano sia lo straniero che la ragazzina mentre salgono sulla vettura. Poco dopo si vede l’afghano che si alza dal sedile in cui è seduto e si sposta su quello vicino alla minorenne. La ripresa è di spalle, quindi si può notare solo che l’uomo si volta più volte verso la ragazza.

Il racconto della sedicenne è dettagliato: «Ha cominciato a guardarmi sorridendo. Io l’ho ignorato. Aveva in mano un sacchetto nero con all’interno delle bustine con della polvere bianca. Ha continuato a guardarmi e, a un certo punto, mi ha messo la mano sulla gamba ed è salito fino all’inguine. Gli ho bloccato la mano e gli ho detto di smetterla, altrimenti, avrei iniziato a urlare».

Poi la giovane è scesa dall’autobus e ha telefonato alla mamma. Le indagini sono partite così.

Durante l’arresto i Carabinieri hanno sequestrato al ricercato alcuni indumenti identici a quelli ripresi dalle telecamere: in particolare un giubbotto con dei ganci sulla parte posteriore, proprio come quello che si vede nelle immagini.

Dagli accertamenti è emerso che l’indagato ha precedenti: molestie nei confronti di due ragazze, in un caso con modalità analoghe alla violenza sulla sedicenne. —



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