Sequestrata a Monfalcone una bici elettrica truccata: multa di 5400 euro

In due giorni i controlli della Polizia locale sulle biciclette hanno portato alla scoperta di 25 violazioni

La bici sequestrata
La bici sequestrata

Venticinque violazioni accertate sulle biciclette in circolazione sul territorio di Monfalcone nell’arco di due giornate: è questo il bilancio dell’attività condotta in settimana dalla Polizia locale, che ha concentrato l’attenzione sulle condizioni dei mezzi e sulla presenza e corretta funzionalità degli equipaggiamenti prescritti dal Codice della Strada.

Le irregolarità hanno riguardato principalmente luci anteriori e posteriori, catadiottri e dispositivi di segnalazione acustica.

Le verifiche hanno interessato anche la conformità dei mezzi elettrici, sempre più diffusi nella mobilità urbana. In questo ambito, di particolare rilievo è il fermo di una bicicletta elettrica “truccata” - condotta da un cittadino di nazionalità bengalese - modificata in modo da raggiungere i 50 chilometri orari senza necessità di pedalare. La velocità rilevata su strada ha indotto gli agenti ad approfondire l’accertamento, dal quale è emerso che il sistema di propulsione non era riconducibile alla pedalata assistita: un acceleratore consentiva infatti al motore di azionarsi autonomamente, senza alcun intervento del conducente sui pedali.

Per caratteristiche tecniche e prestazioni, il mezzo è stato pertanto ricondotto alla categoria dei ciclomotori, con i conseguenti obblighi previsti dal Codice della Strada.

Al conducente sono state contestate violazioni per guida senza aver conseguito la patente, mancato utilizzo del casco, assenza dei documenti di circolazione e circolazione con un veicolo non conforme ai requisiti previsti per i velocipedi, per un importo complessivo di 5.420 euro. È stato inoltre disposto il sequestro amministrativo.

«L’obiettivo dei controlli della Polizia locale non è sanzionatorio, ma preventivo ed educativo – dichiara il consigliere delegato alla Sicurezza ed europarlamentare Anna Maria Cisint. La crescente diffusione dei mezzi elettrici richiede particolare attenzione; non è la prima volta infatti che i nostri agenti individuano una bicicletta che raggiunge i 50 chilometri orari, che quindi non è una normale e-bike e non può circolare come tale, sottraendosi agli obblighi previsti per un ciclomotore. Il punto centrale è la tutela delle persone: utilizzare veicoli con queste prestazioni senza patente, casco e quanto stabilito dalle normative espone a rischi chi li conduce, ma anche pedoni, ciclisti e gli altri utenti della strada. Allo stesso modo, sulle biciclette tradizionali, luci, dispositivi riflettenti e segnalazione acustica sono essenziali per garantire visibilità e corretta circolazione, soprattutto nelle ore serali o in condizioni di scarsa visibilità. Continueremo quindi con verifiche mirate, perché promuovere forme di mobilità sostenibile significa anche assicurare che vengano utilizzate nel rispetto delle regole e degli altri».

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