Montesanto, i residenti al Comune: «Troppi Tir e auto veloci, il quartiere non è un autodromo»

Il comitato EcoVox presenta sette richieste per il nuovo Piano regolatore: zona 30, limiti al traffico pesante, marciapiedi sicuri e tutela dell’area agricola

Francesco Fain

Velocità eccessiva, il passaggio dei Tir, i marciapiedi e il manto stradale da rimettere in sesto, Villa Frommer finita nel dimenticatoio, le Casermette, la zona agricola e la zona C.

Questi i sette problemi che il comitato EcoVox di Montesanto ha sottoposto al Comune in occasione delle discussioni per il nuovo Piano regolatore.

L’alta velocità

Annotano i portavoce Luciano Candini e Guglielmo Jug: «Via Montesanto è diventata un autodromo, i mezzi viaggiano a velocità sostenuta mettendo in pericolo pedoni e ciclisti. Nella parte slovena, rileviamo come l’attraversamento di Salcano sia caratterizzato dalla presenza di limitatori fisici di velocità e rotonde. Qui, dopo la rotatoria delle Orsoline, il traffico deve passare le forche caudine di via Mighetti, piazza Medaglie d’Oro, via Corsica. Non si capisce, pertanto, il motivo per cui quest’ultimo tratto sia definito “di scorrimento”».

Da qui, la richiesta di procedere all’istituzione della zona 30 in via Montesanto con l’inserimento di passaggi pedonali rialzati. I cittadini chiedono anche la limitazione rigorosa del traffico pesante con divieto per tir autoarticolati.

«Attualmente», rimarca il Comitato, «Nova Gorica ha scaricato sulla parte italiana il traffico di tir diretti alla Livarna, non potendo passare più, come prima, davanti alla Transalpina. Riteniamo incompatibile questo abnorme traffico con la funzione residenziale e ciclabile della zona. È da sottolineare anche la criticità acustica derivante da tale situazione, la pericolosità per pedoni e ciclisti, il deterioramento del manto stradale, le vibrazioni che minano la stabilità degli edifici e la qualità dell’aria. Veder passare questi mezzi tra le case e i giardini non è uno spettacolo edificante nè ecologicamente tollerabile».

Poi, un punto specifico: l’intersezione tra via Etna e via Montesanto è problematica. «È stata, infatti, teatro di vari incidenti. Lungo via degli Scogli, il limite 30 non è mai rispettato, soprattutto dalle auto con targa slovena».

Il nodo parcheggi

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è la questione dei divieti di parcheggio. «Da una parte chiedevamo un controllo della velocità, dall’altra, come risposta, ai residenti è stata tolta la possibilità di parcheggiare le proprie vetture davanti casa: possibilità da sempre esistita. Ciò ha automaticamente fatto aumentare la velocità dei mezzi. La discriminazione ci è parsa evidente vedendo in via Mighetti le macchine parcheggiate da entrambi i lati. In via Orzoni le auto che occupano mezza corsia, in via Don Bosco parcheggi regolari sui marciapiedi, in via Scuola Agraria i veicoli posteggiati sul marciapiedi e, dal lato opposto, sempre sul marciapiedi con tanto di cartello di divieto di sosta».

Il manto stradale

La situazione dei marciapiedi «è a dir poco disastrosa: in via Foscolo buche e avvallamenti. Ciò ha provocato incidenti e cadute rovinose. È stata riasfaltata la strada, ma i marciapiedi? Stesso discorso nelle vie Montesanto, Rocca, Michelstaedter, Antonini, dei Campi, senza dimenticare via Montesanto».

Di Villa Frommer “Il Piccolo” ha scritto ampiamente ma preoccupano anche le condizioni delle Casermette «con un ricettacolo di rifiuti a cielo aperto e ciò che giace sotto i teloni». I residenti chiedono siano destinate, dopo adeguato risanamento, a zona verde, giardini, prati, attività fisiche all’aperto. «Noi chiediamo che non vengano introdotte altre attività nell’area, in quanto aggraverebbero ulteriormente il traffico ma di valorizzare la zona utilizzando via dei Vegetariani e auspichiamo sia ripristinato il Festival vegetariano».

La zona agricola

Il Comitato EcoVox chiede con forza di preservare la destinazione agricola dell’ultimo scampolo di terra coltivabile «che porta ancora in sé il ricordo dei nostri padri e nonni: quindi, ha un fondamentale significato storico-affettivo».

Ma un riferimento va anche alla zona C, «relativa», spiegano i cittadini, «all’area con capannoni degradati che dalla Transalpina, costeggiando il confine, va fino alla strada a fondo cieco, laterale di via Montesanto. Ebbene: è assolutamente inadatta a luogo produttivo a causa delle vie di accesso inadeguate, del contesto residenziale, in quanto confina con la Transalpina, il parco-giochi e la ciclabile. Si snoda, inoltre, di fronte all’Epicenter. A questa destinazione d’uso ci sarà ferma e decisa opposizione».

La laterale di via Montesanto

«La laterale in oggetto, dal numero civico 114 al 128, deve essere inserita», conclude il Comitato, «nel percorso ciclo-pedonale perché si collega già con la ciclabile che corre lungo il confine. Chiediamo venga anche considerata Ztl. Necessita di attraversamento in sicurezza della via Montesanto per innestarsi in via Etna».

In conclusione, EcoVox chiede di rendere lenta la mobilità «in questa importante parte della città affinché la zona resti vivibile e sana».

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