Moretti: le Ferrovie pronte a investire qui

Tra gli impegni presi con gli enti locali sul Porto l’adeguamento della galleria verso Aquilinia e i 6 chilometri di binari per Capodistria. Domani tecnici a Roma
Mauro Moretti (Amministratore delegato Ferrovie dello Stato) con Riccardo Riccardi (Assessore regionale Infrastrutture, Mobilità, Pianificazione territoriale e Lavori pubblici), Maria Teresa Bassa Poropat (Presidente Provincia Trieste) e Roberto Cosolini (Sindaco Trieste). (Trieste 29/02/12)
Mauro Moretti (Amministratore delegato Ferrovie dello Stato) con Riccardo Riccardi (Assessore regionale Infrastrutture, Mobilità, Pianificazione territoriale e Lavori pubblici), Maria Teresa Bassa Poropat (Presidente Provincia Trieste) e Roberto Cosolini (Sindaco Trieste). (Trieste 29/02/12)

 

È passato dal ruolo di interlocutore più atteso a quello di più assediato, ma ieri l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti ha lasciato a Trieste notizie e impegni di spesa, soprattutto per riattivare i “binari morti” del porto. Moretti ha detto sì alla riapertura della galleria retrostante lo Scalo Legnami e all’adeguamento di quella che corre sulla linea verso Aquilinia. Operazione che consentirà ai camion di “by-passare” l’area di Campo Marzio. Che cosa vuol dire? Meno camion in città. Meno tempo di transito. E primo segno del via libera al trasferimento del traffico di container verso il futuro polo ro-ro in area ex Aquila (progetto Teseco). Si delinea così anche la linea di sviluppo decisa in sintonia da Autorità portuale e Comune: i traghetti per la Turchia sono destinati a lasciare Riva Traiana. I binari restano. C’è un altro progetto.

È entrata ieri in agenda, via rotaia, anche la collaborazione con lo scalo di Capodistria. Sei chilometri in area muggesana, ora mancanti, potrebbero cambiare strategie economiche e “geopolitiche”. Altri risultati del “summit” blindatissimo: l’operatività in area portuale si allarga alle 24 ore senza sosta notturna. Sì anche all’eliminazione della “doppia manovra”, e relativo doppio costo per gli operatori portuali, fra treni delle Ferrovie e “interni”. Solo sfiorato il nodo tecnico della collaborazione, oggi negata, tra la linea Fs e le ferrovie straniere che agiscono all’interno dello scalo. Di tutto questo, con progetti parzialmente alla mano, riparlano già domani a Roma tecnici dell’Autorità portuale e delle Ferrovie. Una sveltezza concreta che pare assai strana rispetto agli andazzi soliti. E i pendolari? E “Trieste binario morto”, e i collegamenti che svaporano ogni giorno?

Moretti è arrivato ieri in semi-clandestinità. La protesta no-Tav lo aspettava anche qui. Cambiato il luogo dell’incontro, non più in Municipio, ma in un posto “segreto”. Anzi, proprio introvabile: bastava vedere l’enorme schieramento davanti al Museo Revoltella, tra polizia, carabinieri, vigili urbani, camionette, macchine, reparti mobili, Digos, questura. Asserragliati nella biblioteca del museo il sindaco Cosolini, arrivato alle 11 con l’assessore Fabio Omero, la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, arrivata alle 12,10 con l’assessore Vittorio Zollia, l’assessore regionale ai Trasporti Riccardo Riccardi, arrivato senza farsi vedere, la presidente dell’Autorità portuale Marina Monassi, entrata invisibilmente, il segretario generale della Camera di commercio, Stefano Patriarca. Alle 13.30, dopo una discreta caccia all’uscita meno insidiata da proteste e giornalisti, Moretti è fuoriuscito lestissimo dall’ingresso principale del Revoltella, prelevato da una macchina pronta alla fuga. «Moretti, di cosa hai paura?» gridavano i giovani da sotto.

«In seguito alle gentili richieste del sindaco e dell’Autorità portuale - ha riferito all’uscita Marina Monassi - con Moretti ci eravamo già visti, e adesso abbiamo già risposte. C’è un cronoprogramma d’interventi, e alcune migliorie partono subito. Oltre ad aver chiesto la linea per Capodistria, che ci serve per far fronte comune nei traffici, ho anche detto che sarebbe bellissimo - ha aggiunto Monassi - istituire l’Autorità portuale unica per Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro, basta un decreto del ministro e c’è il “superporto”, in questo modo anche i porti regionali potrebbero avere finanziamenti statali e si faciliterebbe la creazione di una più forte linea di collegamenti comune».

«Eravamo pronti a presentare le richieste, e abbiamo già trovato le risposte» dice sorpreso il sindaco Cosolini. Soddisfatto per il risultati di porto e retroporto. E i cittadini furibondi, così orfani di treni? «Moretti ha invitato a scegliere, come in altre regioni, una unica città-destinazione di riferimento, su cui ampliare il servizio, fatti sempre salvi i risultati di mercato... Spetterebbe poi alla Regione organizzare i collegamenti locali». Fatta la scoperta, questa partita dunque si deve pre-giocare in casa. Stazione leader Trieste? Oppure Udine? Riccardi, che con le Ferrovie non è stato tenero fin qui, ha ripetuto ieri nette richieste e lamentele: «Moretti ha promesso di aprire un fascicolo Friuli Venezia Giulia - spiega a fine “meeting” -, noi abbiamo un’offerta inferiore alla domanda, soppressioni e ritardi, l’impegno comune è di rinnovare il parco rotabile, ma Moretti dice: se mettiamo i servizi, chi li paga? Scontiamo - conclude l’assessore comunque lieto per gli esiti in chiave portuale - indecisioni locali vecchie di anni». Insomma sui treni per la gente non s’è fatta chiarezza, ed erano comunque l’argomento B.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo