Morì schiacciato nel camion dei rifiuti Isambiente assolta, non il dirigente

GORIZIA Il direttore generale di Isa Ambiente, Giuliano Sponton, è stato condannato nell’ambito del rito abbreviato, a 1 anno e 4 mesi, pena sospesa, in relazione alla morte del 55enne Giovanni Visintin, avvenuta il 17 agosto 2019 sotto il ponte dell’Isonzo, mentre percorreva la 56 bis, alla guida di un furgone aziendale: la cabina della motrice s’era sollevata finendo contro il cavalcavia, a causa dell’effetto leva del braccio meccanico di una gru che occupava la parte retrostante del mezzo.
Nei confronti del dirigente della multiutility è stata inoltre disposta un’ammenda di 2 mila euro. Assoluzione invece per Isa Ambiente, in qualità di persona giuridica ai fini della responsabilità amministrativa degli enti, con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Medesimi pronunciamento e formula assolutoria anche per Diego Tomasella, 50 anni, consigliere delegato di Ormet Srl che aveva rifornito il mezzo a Isa, e quindi per la stessa impresa. In questi due casi, non era stato richiesto alcun rito alternativo da parte delle difese.
Il gup ha disposto la rifusione delle spese legali per le parti civili, i congiunti della vittima, la sorella Claudia ed il fratello Franco, oltre alla compagna di Giovanni, Debora Del Degan, liquidate in 3.025 euro ciascuno. Rimandata al giudice civile la quantificazione del danno.
Si è concluso così il procedimento davanti al Gup Fabrizia De Vincenzi, in ordine al reato di omicidio colposo in relazione alla violazione delle norme a tutela della salute e sicurezza sul lavoro (dlgs 81/2008). La sentenza è stata pronunciata in Camera di consiglio poco dopo le 16 di ieri pomeriggio, circa un’ora per deliberare, dopo aver concluso l’udienza riservata alle repliche.
Il pubblico ministero Ilaria Iozzi, ieri, ha “revisionato” la pena a carico di Sponton, riducendola ad 1 anno e 4 mesi rispetto all’iniziale istanza (due mesi in meno). Aveva anche chiesto la condanna di Isa alla pena pecuniaria di 250 quote, in conformità alla vigente normativa in materia di tutela e sicurezza sul lavoro, nonché il rinvio a giudizio per Tomasella, unitamente alla Ormet Srl. Le parti civili si sono associate al pubblico ministero, con gli avvocati Alberto Tofful (Claudia), Roberto Mazza (Franco) e l’avvocato Paola Forcione, del foro di Avellino (Debora Del Degan).
Il contraddittorio tra le parti, si è sostanzialmente concentrato su due aspetti, da un lato la formazione e l’addestramento del lavoratore in termini specifici rispetto all’utilizzo del furgone, un Iveco costruito nel 2013, sul quale era stata installata la gru, dall’altro l’adeguata manutenzione del mezzo. Tanti altri gli aspetti rilevati dal pm e dalle parti civili.
Di tutt’altra posizione le difese, in particolare rispetto a Sponton, rappresentato dall’avvocato Giovanni Borgna, del Foro di Trieste che ieri, all’esito della sentenza, ha preannunciato appello: «Riteniamo di aver spiegato chiaramente la nostra posizione - ha affermato il legale -. La contestazione della Procura ha riguardato solo la formazione e mi sembra che abbiamo fornito opportuna documentazione. Prendiamo invece atto, positivamente, che Isa Ambiente non sia stata ritenuta responsabile. Leggeremo le motivazioni alla sentenza».
Soddisfazione dalle parti civili. «È stato un processo difficile, ma è stata resa giustizia alla vittima», ha detto l’avvocato Tofful. Il collega Mazza ha argomentato: «La sentenza, accogliendo le tesi delle parti civili e della Procura, ha reso giustizia per una grave morte sul lavoro avvenuta nell’Isontino». L’avvocato Forcione ha osservato: «Ci sentiamo soddisfatti perché fin dall’inizio abbiamo ritenuto che sia stata una morte evitabile qualora ci fosse stata la dovuta diligenza. Il dirigente Sponton è stato ritenuto penalmente responsabile, non ha in alcun modo inteso neanche applicare i piani di sicurezza». A rappresentare Tomasella è stato l’avvocato Roberto Bertuol, del Foro di Trento, mentre per Ormet Srl il collega Roberto Compostella, che ieri hanno espresso l’evidente soddisfazione.
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