Morsolin: Pochi dati e in aula mologhi senza contradditorio

la querelle
Un «teatrino trito e ritrito» quello a cui la Sinistra ha assistito in Consiglio. «Tante chiacchiere e pochi numeri» sono stati forniti durante la massima richiesta dall’opposizione sul tema dell’emergenza Covid-19. «I problemi più importanti – annota Cristiana Morsolin – sono ancora tutti lì e non c’è stata risposta da parte della sindaca che si è sperticata in una generica e stucchevole autodifesa del suo operato senza fornire dati precisi sul tema della lavoro e degli interventi per le persone con disabilità. Con una situazione ancora da tenere sotto controllo per il rischio di nuovi contagi nulla si vede all’orizzonte sul discorso degli spogliatoi per tutti i lavoratori dell’indotto Fincantieri. Ma anche per i lavoratori del Comune non è chiaro quanti effettivamente abbiamo potuto usufruire del lavoro da casa essendo stato lo stesso Comune teatro di pesanti contagi durante le fasi più critiche della pandemia». Poi «zero risposte» dall’amministrazione per «le lavoratrici dell’educativa territoriale che da mesi sono senza stipendio perché l’amministrazione, sollecitata pure dai sindacati, non ha voluto applicare la norma prevista dal decreto Cura Italia che permetteva di erogare i pagamenti per una riorganizzazione del servizio a favore di studenti con disabilità. Famiglie rimaste sole».
«Abbiamo chiesto conto – prosegue il consigliere Morsolin in una nota – di cosa intende fare la sindaca dei risparmi avuti per non aver erogato il servizio, circa 80.000 euro, a queste persone e ancora una volta non ha voluto rispondere. Messa alle strette sulle responsabilità dirette del Comune ha saputo solo dare le colpe al governo e vantarsi di aver portato qualche spesa a domicilio. Un po’ pochino per chi dovrebbe dare risposte su temi concreti e ancora non risolti». «Da chi dice di amare i numeri – sottolinea – ci saremmo aspettati risposte puntuali a richieste precise, invece abbiamo assistito all’ennesimo rimpallo di responsabilità con il governo. Riteniamo inoltre grave l’aver dovuto ricorrere all’intervento del Prefetto per vedere riconosciuto il diritto di poter discutere nella massima assise del governo cittadino un tema di interesse pubblico come l’emergenza sanitaria, questo dà la cifra di come stia governando la città il centrodestra che evidentemente ha paura di confrontarsi pubblicamente con l’opposizione e preferirebbe affidarsi solo ai monologhi senza contraddittorio. Il rifiuto di una commissione sul tema poi la dice lunga sulla volontà di trasparenza». —
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