Moto d’epoca, Trieste capitale grazie all’impegno del suo Club

la storia
Gli aneddoti sulle grintose e dispettose moto inglesi, che «non perdono olio ma segnano il territorio», riportati dallo scrittore Alberto Bonzi, autore del libro recentemente uscito e intitolato “Pensieri a due ruote e non”. La proiezione dei suggestivi filmati originali di gare motociclistiche, datate 1915, commentate dal decano dei collezionisti italiani, lo storico Benito Renzo Battilani, che ha così descritto la viscerale passione dei pionieri del motociclismo, quando pochi fortunati potevano toccare con mano l’ebrezza delle competizioni su improbabili circuiti polverosi, raggiungendo stratosferiche velocità sul filo dei 100 chilometri orari. Sono stati questi i principali ingredienti del convegno intitolato “Scrittori e storie di motociclette”, che ha chiuso l’altro giorno la giornata in cui Trieste e il Moto Club della città hanno ricevuto il premio internazionale “Fiva Award”, per avere organizzato assieme, lo scorso giugno, quella che la giuria ha considerato la più bella manifestazione di moto d’epoca svoltasi al mondo nel 2019. La serata, che ha visto la presenza del presidente mondiale della Fiva, l’olandese Tiddo Bresters, e della responsabile della Commissione cultura della Fiva, Natasa Grom, si è rivelata un affascinante viaggio nella storia della passione per le moto.
Al tavolo dei relatori, presentati da Stefano Zuban, esponente del Moto Club Trieste, e da Franco Damiani di Vergada, presidente onorario dello stesso Club, oltre che autore di numerosi scritti sul motociclismo giuliano, si sono avvicendati alcuni dei principali della letteratura motociclistica italiana. Per primi hanno parlato i friulani Leone Cecotti e Giorgio Scialino, coautori del primo atteso libro sul motociclismo in terra friulana, intitolato “Uomini, moto, piloti e storie in Friuli”. In particolare Scialino ha descritto l’emozione che lo ha avvolto al momento di giungere, in tempi recenti, sulla linea di traguardo del “Tourist Trophy” dell’isola di Man, con un gruppo di amici piloti, a bordo di simpatici cinquantini, fra due ali di folla.—
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