Il lungomare ripulito dopo il maltempo. E ora Muggia vuole il Bobcat
Il mezzo è stato affittato dal Comune per liberare e aprire strada per Lazzaretto, ma si punta ad averne uno in dotazione stabile

Lungomare di Muggia riaperto, ma non senza fatica. Sono proseguiti per l’intera mattinata di oggi, venerdì 11 settembre, infatti, gli interventi di pulizia di alcune importanti arterie muggesane, investite dal maltempo che ha colpito il territorio tra la giornata di giovedì e la notte di venerdì.
Le forti piogge hanno provocato allagamenti diffusi, colpendo in particolare la viabilità che costeggia il lungomare, uno dei tratti più esposti alle intemperie. E per rimuovere fango e detriti dalle strade è entrato in azione un Bobcat, mezzo speciale noleggiato dal Comune, impiegato lungo strada per Lazzaretto, rimasta chiusa da giovedì a causa di fango e detriti. Impossibile ripulirla tutta, oltre a via Trieste, senza gli strumenti adeguati.
Gli interventi si sono concentrati in particolare nell’area prospiciente il molo “T”, in quella antistante Boa Beach, vicino al ristorante Gildo, e nel tratto immediatamente precedente la base logistica dell’esercito. Qui non si sono registrate particolari criticità, mentre venerdì mattina è stato chiuso di nuovo precauzionalmente, viste le abbondanti piogge cadute, anche un tratto di via Trieste, all’ingresso di Muggia, già interdetta al traffico giovedì fino alle 13.
A monte di strada per Lazzaretto, nelle zone di Chiampore, Lazzaretto e Darsella San Bartolomeo, i residenti hanno segnalato alcuni detriti presenti a bordo strada, senza tuttavia situazioni allarmanti. Al Bobcat avrebbe dovuto affiancarsi un altri mezzo proveniente da Monfalcone, alla fine non arrivato per necessità legate al territorio bisiaco.

Sul posto per coordinare le operazioni il vice coordinatore della Protezione civile comunale di Muggia, Piero Giacomelli, che ha spiegato la dinamica dell’evento: «Si è trattato di fango e detriti portati sulla strada dalle piogge. Abbiamo tanti piccoli rii che scendono dalle alture e che, oltre a fango e detriti, hanno portato anche dei tronchi. Vicino alla base logistica dell’esercito a Lazzaretto l’acqua ha raggiunto un livello abbastanza alto: lì c’erano due auto bloccate dal maltempo, una delle quali è rimasta in panne».
Nel corso della mattinata sono proseguite le operazioni di ripulitura e raccolta: «Abbiamo usato degli idranti per togliere il fango dall’asfalto, che tende a indurirsi. Andava fatto assolutamente, in quanto rende scivoloso il manto stradale. Nei pressi del molo a T, fango e detriti sono scesi dal sentiero forestale presente lì vicino. Abbiamo provato tempestivamente a spalarlo in quanto, fortunatamente, non essendo una giornata assolata, il materiale non si è indurito ulteriormente». Un lavoro reso ancora più complesso dalla quantità di materiale accumulatosi in poche ore lungo i tratti più esposti della costa.

«Sostanzialmente il grosso delle problematiche si è manifestato tra la base logistica dell’Esercito e l’ex bagno della polizia», ha sottolineato l’assessore Giorgio De Sanctis, che ha colto l’occasione per parlare anche delle dotazioni comunali.
Il municipio ha noleggiato il Bobcat, ma considerate le caratteristiche del territorio potrebbe essere opportuno averne uno in dotazione stabile: «Puntiamo a renderci il più indipendenti possibile, viste tutte le calamità che negli ultimi anni hanno colpito il nostro territorio».
Non è la prima volta che quell’area della costa muggesana viene messa a dura prova: se nel novembre 2023 le mareggiate avevano devastato ampie porzioni di litorale, viabilità compresa, letteralmente “divorate” dalla furia di vento e acqua, non sono infrequenti le criticità legate alla rete idrografica, soprattutto nella parte orientale, così come resta parzialmente irrisolto (ora a tentare di fermare l’urto delle acque ci sono le paratie mobili del “Mini-Mose” muggesano) l’annoso problema dell’acqua alta, che solo nell’ultimo decennio ha causato danni ingenti al tessuto sociale ed economico della cittadina.
Gli interventi si sono conclusi nel primo pomeriggio: partiti dall’area di Boa Beach, si sono conclusi nella zona del molo a T. È un tratto di costa, quello muggesano, segnato da problematiche idrogeologiche e lutti.
Come non ricordare la morte di Loreta Querel, la 73enne morta a ottobre di dodici anni fa, nel 2014, quando un’alluvione di fango e detriti, staccatasi da un fronte franoso di dieci metri a causa di un violento nubifragio, abbatté la parete della camera da letto della sua villetta in strada del Lazzaretto, trascinandola a valle e schiacciandola sotto un peso di almeno tre metri cubi di materiale.
Una vicenda che resta nella memoria collettiva come il simbolo più drammatico della fragilità idrogeologica di quel tratto di costa.
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