Nasce la casa “su misura” per disabili cognitivi

Una piccola stradina a fondo cieco. Un immobile da ristrutturare che si affaccia su un appezzamento di terreno. Un progetto, destinato a delle persone con disabilità cognitiva, che senza la...
Di Luca Saviano
Foto Bruni Trieste 27.05.16 Nuova res per disabili La via del Cuore
Foto Bruni Trieste 27.05.16 Nuova res per disabili La via del Cuore

Una piccola stradina a fondo cieco. Un immobile da ristrutturare che si affaccia su un appezzamento di terreno. Un progetto, destinato a delle persone con disabilità cognitiva, che senza la determinazione di una mamma, la signora Rita Carrino Perrotta, non sarebbe mai diventato realtà. Al civico 3 di via Malacrea, ai margini di una sottile linea di asfalto che confluisce in strada per Longera, è stata inaugurata "La Strada dell'amore", una struttura polifunzionale destinata alle persone disabili che il Comune di Trieste ha dato in comodato d'uso all'omonima associazione, una onlus legata al mondo del volontariato di cui la Carrino è presidente. Lo stabile, che è stato inaugurato alla presenza del vicesindaco Fabiana Martini e degli assessori comunali Laura Famulari e Andrea Dapretto, ha subìto un lungo intervento di ristrutturazione, portato a termine dal gruppo Monticolo-ba.vi.la. grazie al sostegno della Fondazione Beneficentia Stiftung di Vaduz, del Fondo Trieste, della Fondazione CrTrieste e della Regione Friuli Venezia Giulia. L'immobile, che insieme al terreno copre una superficie di mille metri quadri, è stato completamente arredato con il contributo dell'Ikea, multinazionale che non è nuova a questo tipo di interventi di natura sociale. «Finalmente siamo riusciti a portare a termine un percorso molto lungo e faticoso - ha spiegato una Carrino visibilmente emozionata - Ci sono stati dei momenti, però, in cui abbiamo avuto paura di non farcela, ma non abbiamo mai mollato». La onlus triestina ha portato alla costruzione di una casa fondata sull'amore, quello di un gruppo di genitori verso i propri figli disabili. «Questo è un dono pensato per i nostri figli - così la settantaquattrenne presidente della onlus - dal momento che non potremo occuparci di loro in eterno». A breve la struttura ospiterà tre persone disabili. Due posti, invece, verranno riservati per quelle situazioni, i cosiddetti "moduli respiro", durante le quali risulta indispensabile alleggerire una famiglia dal carico di lavoro che la cura di un familiare disabile comporta. La casa non avrà solo una funzione residenziale. Al suo interno, oltre agli spazi abitativi, troveranno posto anche la sede della onlus, un laboratorio di cucina e una piccola palestra destinata all'attività psicomotoria. L'ampio giardino, che è già stato coltivato da alcune persone che partecipano al progetto comunale "Urbi et horti", rappresenterà uno sfogo esterno per gli ospiti della casa e soprattutto un luogo dove poter valorizzare le loro abilità residue. Quella di via Malacrea diventerà la ventiseiesima abitazione assistita in carico all'Unità disabili del Comune di Trieste, struttura che si occuperà di supervisionare l'intervento di assistenza garantito dalle realtà del privato sociale.

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