Nei Cda in scadenza è tempo di nomine E nella Caccia Burlo c’è la prima volta di Fdi

Il Comune nei board con i suoi delegati: per quello di tradizione azzurra Dipiazza ha indicato Roberto Bartole, già candidato con Fratelli d’Italia 
Lasorte Trieste 23/03/21 - Via Soncini, Sede Fondazione Caccia Burlo
Lasorte Trieste 23/03/21 - Via Soncini, Sede Fondazione Caccia Burlo

il retroscena

Sarà la nascita in vitro del capitalismo triestino nel XVIII secolo, sarà l’influsso germanico che da Nord porta aria protestante, ma la beneficenza privata e laica delle Fondazioni sono un tratto che accomuna Trieste con il Nuovo mondo più che alle vicine lande mediterranee.

Le Fondazioni sono eredità di una borghesia che pensava se stessa come forza agente nella società al di là delle pubbliche istituzioni (e soprattutto, in alcuni casi, della Chiesa, troppo austriacante agli occhi delle élite liberalnazionali).

Oggigiorno restano autonome, ma suscitano l’inevitabile interesse della politica. Sono realtà, in fondo, in cui il pubblico ha comunque una sua voce.

Il Comune esprime dei suoi rappresentanti in molte di esse, e se un’amministrazione cambia colore, cambiano anche i volti designati dalla politica per operare in una realtà che interessa migliaia di triestini.

È stato rinnovato proprio in queste settimane, ad esempio, il Consiglio di amministrazione della Fondazione Caccia Burlo. Con una attività benefica a 360 gradi e un amplissimo patrimonio immobiliare da amministrare e manutenere (vedi articolo a sinistra) è una realtà di primo livello nel panorama triestino.

Il Cda, che si riunisce su base mensile per prendere in esame le domande di assistenza, è composto da cinque persone: tre sono nominate dalla Fondazione CRTrieste (entrata a far parte della stessa Caccia Burlo nel 2005), una dal Comune e una da Ater.

Nei giorni scorsi il sindaco Roberto Dipiazza ha designato come rappresentante del Comune di Trieste nel Cda per il prossimo quinquennio Roberto Bartole, già candidato nelle fila di Fratelli d’Italia. Si tratta di una novità non da poco, in un ambito che è tradizionalmente considerato un terreno forzista.

Nella Fondazione Caccia Burlo, per inciso, dal 2005 lavora con un ruolo tecnico (è direttrice dell’area sociale) Chiara Camber, sorella del più conosciuto Giulio.

Ma la Caccia Burlo non è l’unica Fondazione con i vertici in scadenza. Rinnoverà il suo Cda quest’anno anche la Fondazione Morpurgo, che ogni mese distribuisce sussidi di sostegno a triestini in difficoltà. Il Cda della Morpurgo, nello specifico, è nominato dal Comune (che designa tre membri), da Confcommercio e dalla Camera di commercio (che esprimono rispettivamente un rappresentante).

Un’altra nomina in arrivo riguarda la Fondazione Alberto e Kathleen Casali. Una vera e propria corazzata della solidarietà cittadina, la Casali elargisce ogni anno centinaia di migliaia di euro in sussidi. Il suo funzionamento è diverso da quelle degli altri enti cittadini: il Cda e la regia della Fondazione Casali sono autonomi dalle pubbliche istituzioni. Queste hanno voce in capitolo nella valutazione delle richieste di sostegno, che vengono vagliate da un apposito comitato di beneficenza.

Il comitato in questione è formato da un rappresentante segnalato dal vescovo, uno dall’Associazione industriali, uno dalla Comunità ebraica, uno dal Comune e uno dal Consiglio di amministrazione della stessa Fondazione. Il rappresentante comunale è scaduto nel 2020 e la casella è in attesa di rinnovo.—



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