Neogiunta con Rossi e Tomadin, Negrari rischia

Il primo mestiere di Riccardo Marchesan, in gioventù ufficiale radiotelegrafista a bordo delle navi mercantili, potrebbe rivelarsi utile per decriptare i segnali più o meno sottotraccia inviati in queste ore dalle liste amiche che hanno concorso alla sua riconferma nelle stanze dei bottoni di piazza Dante. Agenda fitta di incontri, quella del sindaco, per far coincidere i puzzle nella composizione del disegno finale: la giunta perfetta. Anche ieri c’è stato un vis-à-vis con quelli della Sinistra per Staranzano, 464 voti il 26 maggio, pari al 13,22%.
Michele Rossi, il quasi sfidante di primarie annunciate e poi subito ritrattate, già vicesindaco nel Presot II è stato il primo eletto, con 71 preferenze, incalzato dall’ex assessore Matteo Negrari, 70 schede. Oggetto del vertice: il ruolo da assegnare alla lista, che con «forte rammarico» ha «solo sfiorato la nomina di un terzo consigliere, per la quale sarebbero bastate appena altre 10 schede». Tessere, come spiegato in una nota dalla stessa Sinistra «che i nostri candidati avevano ottenuto, ma che sono state annullate perché espresse vicino al simbolo di altre liste».
Riccardo Marchesan intanto si mantiene abbottonatissimo: per i giornalisti è come se avesse gettato il telefonino in un bicchiere d’acqua. Il toto-assessori però imperversa nella cittadina del Bobolar e ai piani alti, fonti accreditate, ormai danno per certo l’ingresso – del resto su queste colonne anticipato già all’indomani della vittoria del centrosinistra – nell’esecutivo a traino Pd del recordman di preferenze Flavio Pizzolato e della collega Serena Angela Francovig.
Serve almeno un’altra donna per far quadrar le quote rosa e negli ultimi giorni si sta facendo avanti, con forza, il nome di Manuela Tomadin, 32 voti personali con la lista Insieme per Staranzano, architetto e dunque per competenze aderente all’identikit necessario, per esempio, ad assumere il referato ai Lavori pubblici. La mossa, tra l’altro, oltre che certificare la seconda giunta Marchesan sotto il profilo delle Pari opportunità tecnicamente consentirebbe di pescare un uomo dalla lista di Staranzano partecipa. E, magari, non uno a caso, bensì quell’Andrea Corà, già assessore (deleghe, tra le altre, alla Polizia Locale e all’Informazione) che altrimenti rischierebbe di restare fuori, terzo eletto con 32 preferenze personali.
L’orientamento, sempre stando alle gole profonde, è quello di premiare con un incarico tutte le liste alleate al Pd, che deterrebbe la maggioranza in giunta attraverso due assessori, e dunque anche a Sinistra per Staranzano spetterebbe un solo uomo, a fronte però del già sottolineato «aumento sensibile» dei consensi rispetto al 2014 (+4,35%). Dunque Rossi o Negrari? Nelle ultime ore le quotazioni di quest’ultimo, nonostante i cinque anni di mandato, sarebbero in ribasso. Ma fino alla designazione delle cariche ogni ribaltone è ancora possibile. –
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