Niente numero legale: il Consiglio di Trieste rinvia a lunedì il dibattito sul bilancio

L’opposizione ha colto l’occasione per lasciare in aula la maggioranza impotente e unirsi alla piazza, dove circa 300 persone si sono riunite nella protesta dei comitati cittadini

Giovanni Tomasin Francesco Codagnone
La protesta dei comitati in piazza Unità (Silvano)
La protesta dei comitati in piazza Unità (Silvano)

TRIESTE La maggioranza inciampa sul numero legale così la presentazione del bilancio è rimandata a lunedì prossimo.

Nella liturgia del Consiglio comunale di Trieste il voto sui conti del Comune è tra i momenti più importanti dell’anno, ma nella seduta in programma stasera, 14 dicembre, delle assenze impreviste hanno tolto al centrodestra il controllo dell’aula.

Mentre da sotto al palazzo arrivavano in aula le arringhe dei manifestanti, l’opposizione ha colto l’occasione per lasciare in aula la maggioranza impotente e unirsi alla piazza.

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I banchi della giunta visti da quelli dell’opposizione. Foto di Massimo Silvano

Circa 300 infatti le persone che sono scese in piazza Unità per aderire alla protesta dei comitati cittadini, che, striscioni alla mano, hanno messo in fila richieste e rivendicazioni e alzato mura di carta tra città e Municipio.

I rioni ci sono e si raccolgono dietro gli striscioni: San Giacomo, San Giovanni, Servola, Valmaura, Maddalena, Roiano, Altura. Ci sono i cittadini dell’altipiano che difendono i boschi da travi e piloni della cabinovia. Ci sono le madri e le figlie che da mesi si battono contro la chiusura dei due consultori familiari di via San Marco e via Sai.

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Piazza Unità a Trieste con il municipio

Ci sono i basagliani che chiedono di stanziare più fondi per la salute pubblica e i servizi di prossimità, medici e volontari che cercano di salvare la pineta di Cattinara e il giardino di San Michele, genitori e insegnanti che urlano «giù le mani dall’ex Pavan», collettivi studenteschi, onlus che fanno accoglienza, associazioni ambientaliste, assemblee femministe, politici di opposizione che fanno opposizione.

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Il consiglio comunale a Trieste (Silvano)

Le richieste ci sono e i cittadini le fanno sentire fin dal primo fischio che alle 18.30 richiama la piazza e segna l’inizio dei lavori in aula.

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