«Niente seduta dedicata a Trieste Libera»
Il Consiglio comunale dice “no” alla convocazione in aula di una seduta dedicata alla questione del Territorio Libero di Trieste. La proposta di organizzarla era stata lanciata, tramite un ordine del giorno, dal consigliere pidiellino Paolo Rovis, che aveva anche suggerito di invitare nell’occasione «gli esperti giuridici e i rappresentanti istituzionali che si riterranno utili per una migliore analisi della questione». Rovis, nell’odg presentato, aveva rilevato nelle premesse come sia attivo un movimento (cioè Trieste Libera) «che persegue l’obiettivo del ripristino del “Territorio Libero di Trieste”» , che «diversi cittadini aderiscono alle tesi avanzate dal Movimento, adottando comportamenti conseguenti, tra i quali il non-riconoscimento delle elezioni e dell’attuale sistema di imposizione fiscale», e ancora come venga «disconosciuta la legittimità di enti e istituzioni» tra cui Consiglio comunale stesso, giunta e sindaco, e infine che «tale fenomeno, per le fasce di popolazione che coinvolge, per numerosità, per le possibili conseguenze, si può definire sociale» e perciò «non può venire ignorato dalla massima assemblea elettiva di Trieste».
Alla proposta di Rovis, presentata come allegato al bilancio di previsione, ha opposto una pregiudiziale Alessia Rosolen (Un’Altra Trieste). «Primo, non si tratta di un tema da bilancio - spiega Rosolen -. Secondo, non penso che a nessuno sia passato per la mente di convocare un’audizione sul fenomeno grillino, e prim’ancora sulla Lega Nord. Questo, come ogni altro fenomeno politico, ritengo vada studiato da sociologi e non da chi fa politica su altri fronti». Al voto, la pregiudiziale mirata a stoppare l’odg di Rovis è passata con 11 voti favorevoli (Andolina e Furlanic della Fds, Barbo, Cimolino e Muzzi del Pd, Bandelli e Rosolen di Uats, Bassi del Gruppo misto, Decarli di Trieste cambia, Karlsen dei Cittadini e il sindaco Cosolini), tre contrari (Rovis ovviamente e i due M5S Menis e Patuanelli), nove astenuti (i Pd Carmi, Coloni, Faraguna, Lepore, Mozzi, Petrossi, Ravalico, Svab e Ukmar) e quattro non votanti (i tre di Sel e il leghista De Gioia) sui 27 consiglieri presenti.
Rovis, in ogni caso, non si arrende: «Presenterò lo stesso testo in una mozione urgente, che a questo punto andrà in aula a settembre». E su quanto accaduto l’altra notte in Consiglio comunale, nell’ultima seduta prima della pausa, Rovis osserva di aver scorto «un po’ la volontà di schivare un argomento che evidentemente molti considerano spinoso. Nell’odg - evidenzia - non prendevo assolutamente posizione, ma è un tema che riguarda i cittadini e secondo me per questo va affrontato». (m.u.)
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