Novantenne deceduta all’Itis: salma da riesumare per l’autopsia, la Procura apre un fascicolo
La figlia: «Due giorni prima stava bene». Avviato l’iter di estumulazione per accertare le cause della morte

Lasorte Trieste 06/03/20 - Via Pascoli, ITIS
TRIESTE. La Procura di Trieste ha avviato accertamenti sul caso della novantenne Maria Lombardi, ospitata all’Itis e deceduta l’8 aprile. L’anziana alloggiava alla Stella Alpina, la residenza della casa di riposo in cui nelle scorse settimane era stato registrato il primo contagio dal Sars-CoV-2. Il virus aveva poi infettato altri anziani dello stesso reparto. In questi giorni le forze dell’ordine hanno contattato il cimitero di Sant’Anna, dove è sepolta la signora, chiedendo informazioni finalizzate all’estumulazione della salma. Per riesumarla, insomma.
La "Primula" focolaio del contagio a Trieste: l'operazione di trasferimento degli ospiti
Con molta probabilità presto potrebbe scattare l’autopsia sul corpo – un atto di indagine quindi – con l’intenzione di verificare le cause che hanno comportato il decesso della novantenne. E quindi eventuali responsabilità di terzi. Al momento non è però chiaro se la donna sia spirata a causa del coronavirus, visto che non era stata sottoposta al tampone. Ma tutto fa pensare a questo: «La mattina del 7 aprile – racconta la figlia Giovanna Leggio – l’Itis mi aveva comunicato che mamma aveva febbre. Il giorno dopo, di sera, mi avevano chiamato per dirmi che era deceduta».
Il certificato di morte fa peraltro riferimento a un “arresto cardio-respiratorio”. La documentazione medica a una insufficienza respiratoria. «Mia madre aveva novant’anni – osserva la figlia – aveva problemi cardiaci e quelli tipici dell’età, cioè il deterioramento cognitivo, ma stava bene. Poi il crollo improvviso».
L’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Trieste andrebbe a far luce sui protocolli sanitari attuati all’interno della struttura dopo che si era verificato il primo contagio: la novantenne, nei suoi ultimi giorni, è stata protetta dai rischi di contrarre il virus all’interno della residenza? Un interrogativo che in questo periodo si sono posti anche altri parenti di anziani ospitati nella stessa casa di riposo.
Come noto altre Procure d’Italia, che stanno indagando sull’escalation di decessi negli ospizi, hanno ipotizzato l’omicidio colposo e l’epidemia colposa. L’ex procuratore capo Carlo Mastelloni, nei giorni scorsi aveva annunciato indagini a Trieste.
«Mia mamma – continua la figlia della signora Maria – non stava ferma. Girava nei corridoi, andava a trovare gli altri anziani nelle loro camere. Mi domando se si poteva far qualcosa per tutelarla, visto che quegli ambienti erano ormai contaminati. Io, non appena avevo saputo del primo ammalato da coronavirus alla Stella Alpina, mi ero subito preoccupata chiedendo ai responsabili della residenza cosa stessero facendo di concreto per separare le altre persone. Il 6 aprile mi era stato risposto che mamma stava bene ma che era stata spostata in isolamento per non farla restare vicino agli altri. Ma nei giorni precedenti come era stata gestita la situazione?». Intanto ieri si è avuta notizia di un altro decesso all’interno della residenza Stella Alpina.
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