Novemila follower per Agente Gianna «Ma i commenti siano rispettosi»

Intitolata alla prima vigilessa entrata in servizio a Trieste, la pagina Facebook Agente Gianna, nata un paio di anni fa, è seguita da 9 mila follower e ogni giorno dispensa consigli, informazioni utili e pubblica comunicati relativi a operazioni realizzate sul territorio. Tra i servizi forniti, di solito di lunedì, anche la posizione e il funzionamento degli autovelox. E ancora online modifiche alla viabilità, cantieri o deviazioni del traffico per interventi urgenti o incidenti stradali.

Vengono anche raccontate le operazioni svolte con regolarità, come le “serate in sicurezza”, i mezzi ritrovati dagli agenti, come accaduto per un motociclo sottratto al proprietario un anno fa e recuperato in agosto, o avvisi per iniziative che coinvolgono i cittadini, come l’avvio delle candidature per i “nonni paletta”. E spuntano anche curiosità datate. «Vi voglio raccontare di un’attività che impegnava parecchio i colleghi nell’estate 1950: le mosche. Ogni negozio, bar o laboratorio di generi alimentari doveva avere le finestre protette da reti per impedire il passaggio degli insetti, mentre le porte d’accesso non dovevano restare aperte. Allora non c’era l’aria condizionata. La soluzione fu di installare sulla porta delle tende a catenelle che consentivano ai clienti e all’aria di entrare limitando, allo stesso tempo, l’accesso alle mosche. Chi non rispettava queste regole andava incontro a multe salate, dalle 200 alle 1000 lire». E ancora: «Nel 1953 d’estate, i colleghi dovevano sorvegliare la riviera. Avevano anche un compito che gli valse il buffo appellativo di “vigili delle mutande”. Verso la fine degli anni Cinquanta i costumi tra i giovani si stavano evolvendo velocemente e spesso contrastavano con quelli dei più vecchi: non era insolito notare ancora qualche donna immergersi nell’acqua con la vestaglia! Perciò i colleghi dovevano anche controllare che le mutande dei bagnanti non offendessero il comune senso del pudore».

Gli utenti interagiscono quotidianamente, commentando o domandando chiarimenti. Ma non sempre in modo equilibrato. Tanto che Agente Gianna è intervenuta con un ammonimento alcuni giorni fa. «Qui c’è spazio per il pensiero di tutti – si legge – purché rispettoso. Occhio perciò a queste tre parole, educazione, rispetto e legalità». Un avvertimento utile perché ogni tanto le considerazioni sono sfuggite di mano. È il caso del comunicato sulla multa da 300 euro al turista che dormiva sull’amaca a Barcola, il 18 luglio. Un provvedimento che ha scatenato in poco tempo oltre 600 considerazioni, alcune con toni non proprio benevoli verso l’operato della pattuglia, e una vivace discussione proseguita per giorni. —

MI.B.

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