L’oasi di Edoardo e Chiara in via San Michele è l’unico “giardino aperto” di Trieste
Il piccolo parco privato nel centro storico è il solo a Trieste ad aver aderito domenica 17 maggio a “Giardini aperti Fvg”: «Condividere cultura e ambiente»

Un’oasi a pochi metri dal centro cittadino, racchiusa tra le mura di cinta e una villa storica, con alberi quasi secolari, aiuole di varie dimensioni e tanti angoli suggestivi. È il piccolo parco di Edoardo Bianchi e Chiara Toniatti, l’unico spazio privato a Trieste ad aver aderito ieri, domenica 17 maggio, all’iniziativa “Giardini aperti Fvg”. Marito e moglie hanno accolto tante persone nell’arco di tutta la giornata, raccontando di quel paradiso verde curato con grande amore, insieme alla villa. «Ho acquistato questa casa nel 1999 – racconta Bianchi – era abbandonata da trent’anni, così come l’ambiente esterno. Era nata come abitazione di campagna e fuori c’erano orti e un frutteto; naturalmente era trascurato, dopo tanto tempo in cui era mancata la manutenzione».
Durante le opere di sistemazione, da alcuni documenti, si scopre che nell’area era presente anche uno stagno, «lo abbiamo cercato scavando e ci siamo imbattuti in un bacino di raccolta dell’acquedotto romano – ricorda Bianchi – che abbiamo poi conservato, in accordo con la Soprintendenza». Il manufatto è ancora ben visibile in un angolo e per un periodo è stato anche l’habitat di qualche rospo. Al centro del giardino, che ha circa 1.300 metri quadrati, campeggia una grande magnolia, che diventa spettacolare durante il periodo di fioritura, tutto attorno alberi più alti ancora, che si avvicinano al secolo di vita.

Percorrendo la parte alta ci sono alcuni orti rialzati, per diverse verdure e per un’ampia sezione di piante aromatiche, «ma c’è anche un banano, piantato tanti anni fa e che per la prima volta quest’anno – indica Bianchi – ha fatto i frutti. Io ho voluto aggiungere anche un caco. C’è poi l’orto che, anche se non grande, ci dà soddisfazioni, e che è stato collocato nel punto più esposta al sole, considerando che gran parte della zona è ombreggiata, e anche senza raggi diretti è comunque stupenda. C’è un senso di pace e tranquillità sempre, e non si sentono nemmeno le auto, anche se il traffico in realtà è poco distante».
Si prosegue nella parte Nord del giardino tra rose, ortensie e felci, fino a un boschetto di canne di bambù, piantate da Toniatti, che coltiva una grande passione per il Giappone. «Tempo fa abbiamo fatto un censimento di tutte le alberature – ricorda Bianchi – per poterle tutelare al meglio e per poter prevedere, quando necessario, interventi di potatura». Scendendo di qualche metro uno degli angoli più belli si trova davanti alla casa, con un tavolino e alcune sedie in ferro battuto, e piante con fiori collocate in diversi punti. Subito dentro la villa poi ci sono delle stanze affascinanti, come quella dedicata alla musica, che ospita spesso studenti del conservatorio o dei teatri cittadini, e lo studio d’arte di Gastone, figlio della coppia.

Tanti, salutando ieri a fine passeggiata marito e moglie, si sono complimentati per l’attenzione riservata al giardino, per la bellezza del posto e anche per l’accoglienza. «In realtà anche in altre occasioni apriamo le porte al pubblico – precisano – molti sono vicini, che abitano nei palazzi qui attorno, altri sono amici o studenti, che magari cerchiamo di aiutare se hanno bisogno di raggiungere alcuni obiettivi sui quali si stanno impegnando. Soprattutto sul fronte musicale. Anche il 31 maggio ad esempio, qui fuori ospiteremo un piccolo concerto di musica classica». Molti ieri si sono fermati anche al centro del giardino, dove un’installazione riporta una poesia.

Da tre anni la famiglia partecipa a “Giardini aperti Fvg”, ma questa volta in particolare il riscontro è stato molto grande. «Mai avremmo pensato – spiegano diverse persone a fine giro – che ci fosse un angolo meraviglioso dietro i palazzi di via San Michele». Un lato della casa infatti si nota chiaramente dalla via, anche se l’ingresso è collocato su via Galleria. «Prendersi cura di uno posto così è qualcosa di straordinario – evidenzia Toniatti – le mie preferite qui sono le felci, ma amo trovare sempre piante nuove e mi piace cercarle anche negli eventi che vengono promossi a Trieste, come ad Horti Tergestini. Mi auguro che nelle prossime edizioni di “Giardini aperti” ci sia una maggior adesione e che anche ulteriori proprietari di giardini in città possano aprire i propri spazi. Noi lo facciamo perché amiamo condividere questo luogo con gli altri e per divulgare la cultura del verde».
Inserito nell’evento “Giardini aperti Fvg” 2026 anche il roseto del parco di San Giovanni. L’appuntamento, giunto alla tredicesima edizione, si svolge ogni anno a metà maggio e coinvolge una sessantina di punti in tutta la regione, con l’intento di promuovere, ad ingresso gratuito, la scoperta di giardini pubblici e privati del Friuli Venezia Giulia, organizzato dal circolo di giardinaggio “Amici in giardino” . Ulteriori informazioni per partecipare sono presenti sul sito ufficiale www.amicingiardino.it.
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