Offerta di Zamparini per tutto il Porto Vecchio
L’imprenditore friulano che creò il Mercatone e guida il Palermo pronto a investire 800 milioni
Tutti sanno che era presidente del Venezia calcio ed è presidente del Palermo. Non tutti, invece, sanno che è nato a Sevegliano, Bassa Friulana, 50 chilometri scarsi da Trieste, città nella quale ora intende farsi largo. Da protagonista. E non per comprare l’Unione. Vuole il Porto Vecchio. Che per Trieste è la partita del secolo. Porta infatti la firma di Maurizio Zamparini, e dell’omonimo gruppo imprenditoriale oggi ramificato in business commerciale e immobiliare, una delle domande pervenute all’Autorità portuale per la concessione e la gestione di tutto il waterfront asburgico, con la sola eccezione dell’area tra Molo Terzo e Molo Quarto dove è già deciso che sorgerà la nuova cittadella concepita da Evergreen. L’assalto a Porto Vecchio da parte di Zamparini - l’inventore della catena Mercatone Emmezeta - è contenuto nella richiesta avanzata all’Authority da una società costituita ad hoc, la Trieste Porto Vecchio Development Company Srl. Questa società mette sul piatto una base d’investimento vicina agli 800 milioni di euro per realizzare un progetto colossale in cui stanno fiere del mare sullo stampo del Salone della Nautica di Genova, acquari, alberghi, marina turistici, uffici e altro. In pratica, tutto ciò che prevede, sulla carta, la variante urbanistica di Porto Vecchio.
I PARTNER Dietro alla Srl c’è come capofila il Gruppo Zamparini, che si avvale della copertura economica di due banche italiane, l’Antonveneta e la Popolare di Vicenza. La regia dell’operazione in loco si sviluppa sull’asse Isontino-Friuli ed è nelle mani di due noti professionisti, i commercialisti Eugenio Del Piero ed Enzo Cainero. Il primo, padre dell’ex assessore regionale alle finanze nella giunta Illy Alessandra Del Piero e già assessore comunale all’economia a Trieste durante il primo mandato da sindaco dello stesso Illy, figura come amministratore unico della Porto Vecchio Development. Cainero, candidato sindaco del centrodestra a Udine nel maggio di quest’anno, è invece un socio della Srl.
IL SOPRALLUOGO Proprio Cainero, in primavera, ha accompagnato Zamparini a Trieste per un sopralluogo tra i magazzini del waterfront asburgico. E quest’ultimo, dopo quella toccata e fuga, se n’è andato estasiato, come ha assicurato ieri, al telefono, lo stesso presidente del Palermo. «Ritengo di avere un certo amore per il bello - ha detto Zamparini - e io da Porto Vecchio sono rimasto incantato. È un luogo che va fatto rivivere, è un polmone che sembra morto ma che deve tornare ad essere vivo».
LE MANOVRE I contenuti da metterci dentro, però, restano top-secret, quantomeno fino al termine ultimo per la presentazione delle domande di concessione, fissato al 31 luglio. «Ridargli vita non sarà semplice - sono sempre parole di Zamparini - è un progetto che va studiato con molta cautela e che non va considerato, in modo semplicistico, una miniera d’oro. Non c’è da stravolgere nulla, anzi, c’è da rispettare e rivalutare ciò che, di così bello, esiste già. Certo è che Porto Vecchio richiede una gestione completa, non a pezzi. Da qui la nostra richiesta di concessione per l’intera area. Abbiamo già contattato Evergreen affinché, nel caso fossimo noi ad aggiudicarci tale concessione, si possa lavorare in sintonia per garantire alla cosa la più totale omogeneità. Lì non si può mica farci una scarpa e una ciabatta, no?». La concessione a Evergreen è già blindata, da destinare sono gli altri spazi. Poi Zamparini rivolge un messaggio, neanche tanto cifrato, alla città e le sue istituzioni: «Se mi chiedete perché punto su Trieste è perché penso che abbia le potenzialità, in virtù della sua collocazione geopolitica, per risorgere economicamente. È il logico porto dell’Europa verso Est. Il mio gruppo sta già operando nel settore degli investimenti immobiliari collegati al turismo in altre parti d’Italia, ma state certi che non ho la presunzione di fare qualcosa senza il coinvolgimento e l’assenso dei triestini».
I PRECEDENTI I precedenti cui l’imprenditore si riferisce, portano in Puglia e Sicilia. In Puglia il Gruppo Zamparini è titolare di tre iniziative che attendono di essere cantierate nella prossima primavera e che mirano alla nascita di altrettanti «resort» polifunzionali imperniati sul binomio tra campo da golf e villaggio turistico sul mare. In Sicilia, invece, rispunta il calcio: è in progetto la costruzione di una grande città commerciale collegata al nuovo stadio del Palermo. Uno stadio di nuova generazione, all’inglese, di quelli che tra negozi, ristoranti e altri spazi ricettivi lavorano sette giorni su sette attorno al business del pallone.
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