Oleotto “risveglia” Piedimonte mettendo assieme generazioni

Il cartello con il toponimo “Caselonghe” usato dal regista per il suo sceneggiato aveva ingannato più di qualcuno. Da lì l’idea di incontrarsi davanti all’ex scuola
Bumbaca Gorizia 17.11.2018 Sei di Podigori se © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 17.11.2018 Sei di Podigori se © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Emozioni, ricordi, abbracci, chiacchiere e risate. Tutto quello che fa comunità, ieri come oggi. C’è stato questo sabato sera a Piedimonte, dove si sono dati appuntamento ben 130 residenti attuali o passati del borgo stretto tra l’Isonzo e il Calvario, per il primo raduno promosso dal gruppo della pagina Facebook “Sei di Pudigori se...”.

Si sono ritrovate, in pratica, tre generazioni di persone nate tra gli anni Cinquanta e i Settanta, che in parte ancor oggi vivono a Gorizia e in parte invece sono tornati da tutto il resto della regione, dalla Slovenia o dall’Austria. Per immergersi, immancabilmente, in un mare di dolci ricordi.

Tutto è nato solo poche settimane fa in modo piuttosto curioso e quasi per gioco, grazie all’iniziativa dei vari Renato Peteani, Massimo Pinat (che da oltre vent’anni vive a Graz, ma ha logicamente il cuore ai piedi del Calvario) e Salvatore Monello.

Aveva attirato la curiosità di tantissimi, anche tra coloro che vivono ormai fuori città, la comparsa del cartello con il toponimo “Caselonghe” a Piedimonte. Era, si sa, semplicemente un esigenza di scena per il nuovo lavoro del regista Matteo Oleotto, ma tanto è bastato a mettere in contatto sul web tra richieste di chiarimento e commenti molti abitanti del quartiere. Piedimonte, insomma, dimostra attaccamento... E il raduno di sabato l’ha dimostrato. Proprio da lì è partita un’idea: perché non creare un gruppo su Facebook dedicato proprio a Piedimonte? Per ritrovare vecchi amici. Detto e fatto: è nata la pagina “Sei di Pudigori se...” che nel giro di pochi giorni ha raccolto 300 iscritti. Di lì ad organizzare anche un raduno, il passo è stato breve, e dunque si è arrivati alla bella serata e rimpatriata di sabato.

Se la cena si è svolta negli ampi spazi dell’Hotel ristorante Internazionale di via Trieste, per il ritrovo non poteva che esserci un luogo adatto, il pilo di fronte all’ex scuola elementare “Regina Margherita”. Proprio dove generazioni di giovani e giovanissimi di Piedimonte si sono dati appuntamento per giocare, rincorrersi, organizzare qualche uscita o semplicemente chiacchierare. È stata occasione per un momento di svago, ma anche per riscoprire e mantenere vive le radici di un borgo che oggi si sta un po’ spegnendo.

A questa prima esperienza, c’è da scommetterci, ne seguiranno altre, e già circolano idee per qualche nuova iniziativa: chissà, magari un libro con le vecchie fotografie di Piedimonte, o anche una raccolta fondi a sostegno di qualche cittadino in difficoltà. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo