Oltre 15 mila presenze al Verdi 11 eventi su 29 da tutto esaurito

Il teatro ha registrato 1.456 abbonamenti che non coprono i cachet degli artisti Dalla Regione 325 mila euro, 120 mila dal Comune e 40 mila dalla Fondazione
Bumbaca Gorizia 09.05.2019 Conferenza stampa bilancio stagione teatrale © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 09.05.2019 Conferenza stampa bilancio stagione teatrale © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Numeri da record? Sì, certamente. Numeri gonfiati? No, per nulla. E chi ha seguito da vicino l’ultima stagione del Verdi di Gorizia sa bene quanto pubblico si spellava le mani per applaudire, quanti spettatori c’erano per questo o quell’appuntamento. Nel complesso, il teatro ha ottenuto 15.211 presenze, 1.456 abbonamenti venduti, 11 eventi sold out (su 29 totali) e una percentuale di riempimento della sala che, per la prosa, è stata del 99,03%. Dati mostruosi, è proprio il caso di dirlo, indici che il Verdi gode di buona, anzi, di ottima salute; «inoltre, riesce a praticare i prezzi più bassi della regione» afferma l’assessore alla Cultura, Fabrizio Oreti, commentandoli. Poi, ovvio, una stagione costa, e anche parecchio.

In altre parole, non bastano certo gli incassi a far fronte a un cartellone con Leo Gullotta, Marco Paolini, Pintus, Giovanni Allevi e tanti, tanti altri. Di più: gli incassi non sono nemmeno sufficienti a pagare il totale dei cachet degli artisti, che, per quanto riguarda i costi, rappresentano quello più elevato. Ecco allora che la Regione ha concesso per il 2018 euro 324.406,26 e per il 2019 euro 325.429,36. È di 40 mila euro, invece, il contributo della Fondazione Carigo per l’anno scorso e, a sentire il suo vicepresidente, Georg Meyr, ieri, in municipio, quando il bilancio della stagione da poco terminata è stato tracciato, per il 2019 sarà identico, se non di poco superiore. Infine, per quanto riguarda il Comune, da qualche anno il suo stanziamento per il Verdi è di circa 120 mila euro. «Non credevo che saremmo riusciti a eguagliare i numeri della scorsa stagione, che già si era dimostrata da record», ammette il sindaco Rodolfo Ziberna in municipio. «Ormai il pubblico si attende da noi medaglie d’oro. Sbagliare l’offerta significherebbe tradire le aspettative di un amico» afferma ancora il primo cittadino elogiando senza mezzi termini il lavoro del direttore artistico del teatro, Walter Mramor. Ovviamente, è di quest’ultimo il principale merito di risultati siffatti, con gli abbonamenti a registrare un incremento del 10,47% rispetto a quelli del 2017-2018. «Il Comune mi ha sempre affiancato. Allo stesso tempo, mi ha fatto sentire libero e protetto. Non potremo però sfondare le pareti per far entrare sempre più spettatori... Di certo, il pubblico tengo proprio a ringraziarlo. Nel 2019-2020, il Verdi non sarà soltanto un teatro di ospitalità, ma anche di formazione, per giovani dai 17 ai 27 anni. A tal proposito, c’è già un progetto in fieri» dice il direttore artistico.

Di quelli a cui ha assistito, ma, come sempre, ne ha seguiti parecchi, Mramor si è detto sorpreso in maniera particolarmente positiva da “Penso che un sogno così” con Beppe Fiorello, ispirato da Domenico Modugno: non si può non concordare. Inoltre, Mramor s’è soffermato con piacere su “Il giardino delle ciliegie”, su Veronica Pivetti (protagonista di “Viktor und Viktoria”) e su Geppi Cucciari, «che ha ottenuto il 95% di gradimento, anche se gli spettatori forse si attendevano qualcosa di più comico». A leggere i punteggi assegnati dal pubblico, nei questionari consegnati a teatro, gli appuntamenti che hanno riscosso maggior successo, su tutti, risultano il Lopez&Solenghi Show, il “Gala di Stelle” (proposta di danza) e quello con Fiorello. Nessun evento, invece, ha sorpreso Mramor in negativo: «Scegliere 29 spettacoli, per me ha significato individuare il meglio». Si sa, i figli della mamma son tutti belli. —



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