Operatori sanitari aggrediti in servizio Pure Trieste protesta

La raccolta di firme regionale sbarca oggi a Cattinara dopo un primo “tour” al Maggiore 

LA MOBILITAZIONE



La raccolta firme per chiedere una legge di tutela per il personale sanitario vittima di aggressioni è arrivata anche a Trieste. Dopo Gorizia, Monfalcone, Udine e gli altri comuni del Fvg oggi a Cattinara (l’altro giorno le carte sono state fatte già girare anche al Maggiore) sarà possibile sottoscrivere la proposta della Uil Funzione pubblica, che chiede un intervento legislativo a livello regionale e nazionale. La proposta di legge prevede la tutela legale per i dipendenti che nell’ambito delle proprie attività siano vittime di violenza e di minaccia, nuove indennità per i dipendi a rischio, l’ampliamento degli organici del personale durante i turni pomeridiani e notturni (quelli più a rischio), un presidio delle forze dell’ordine negli ospedali e la costituzione di un gruppo di lavoro in ogni ente e struttura che affronti la problematica nello specifico. Luca Tracanelli, segretario regionale Uil Fpl, parla di «una buona affluenza nella giornata al Maggiore. Hanno sottoscritto il documento anche persone che non sono dipendenti del sistema sanitario e che hanno visto qualche aggressione a qualche operatore». A Trieste non sono mancati episodi violenti nei confronti del personale: «Qualcuno ha riportato la frattura di un polso – spiega Tracanelli – quindi la situazione non è proprio tranquilla visto che le persone sono in sofferenza per le lunghe attese e qualche volta reagiscono male».

In questo senso l’AsuiTs ha avviato anche uno screening invitando gli operatori a denunciare ogni eccesso. «La proposta di legge verrà presentata all’assessore regionale Sebastiano Callari – spiega Luciano Bressan, anche lui segretario regionale Uil Fpl – e l’azione del sindacato non si ferma con la raccolta firme, ma punta anche a sensibilizzare tutte le pubbliche amministrazioni che devono farsi garanti con aiuti concreti in termini di assistenza per i dipendenti oggetto di aggressioni». Si può firmare anche in rete seguendo l’hashtag #StopAggressioniSulLavoro.—



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