Opere al palo e interrogazione per l’incrocio “maledetto”

Non si muove foglia sul fronte del cantiere per la rotatoria tra i tre Comuni Greco: «La pericolosità dell’intersezione è acclarata, Cisint deve attivarsi»
Bonaventura Monfalcone-24.05.2015 Incidente-Via Redipuglia-Staranzano-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-24.05.2015 Incidente-Via Redipuglia-Staranzano-foto di Katia Bonaventura



Ha ragione da vendere il consigliere d’opposizione Omar Greco, quella della (lungamente attesa) rotatoria tra i tre Comuni è una «vicenda annosa su cui non si batte chiodo da parecchio tempo». E intanto gli incidenti proseguono senza sosta, ché la viabilità “temporanea” – e come tutte le cose in Italia nel frattempo diventata praticamente definitiva –, disposta da Staranzano nel settembre 2016 per tamponare l’emergenza, non ha evidentemente risolto il problema. Anzi il senso unico ha indispettito le attività commerciali lì insediate, perché, come osservato qualche tempo fa dai gestori della pescheria Mariucci, i «parcheggi si sono assottigliati e la clientela patisce questo disagio».

Oltretutto, per chi si deve reimmettere su via Trieste dalla deviazione su via Filzi, la visibilità risulta forse peggiore che nel precedente punto.

Le risorse per la realizzazione della fondamentale rotatoria, da anni sollecitata dai cittadini, ci sono. Al sindaco di Staranzano e presidente dell’Uti, Riccardo Marchesan, è stato chiesto già settimane fa un punto della situazione. Unica certezza: non si vedranno aperture di cantiere nei prossimi mesi. Siamo appena al preliminare o giù di lì. E nel frattempo chi attraversa lo snodo, tra le vie 24 Maggio, Dobbia e Trieste non può far altro che affidarsi alla massima cautela: infatti nell’area, altrimenti nota come l’“incrocio maledetto”, i sinistri si susseguono.

Intanto a Monfalcone, uno dei Comuni coinvolti, assieme a Staranzano e Ronchi dei Legionari, spunta l’interrogazione di Greco (Art1-Mdp): «È ormai da qualche anno – scrive – che si parla di realizzare una rotonda all’intersezione tra le vie 24 maggio e Dobbia». Infatti «è acclarata la pericolosità dell’incrocio, teatro spesso e volentieri di incidenti anche piuttosto gravi che, per puro caso, fino a oggi, non si sono trasformati in tragedia». Ricordiamo per esempio che nel 2015 un’auto finì addirittura nel giardino di una residente, proprio a seguito di un sinistro. E, rammenta invece Greco, i cittadini «hanno manifestato più volte la loro indignazione anche raccogliendo parecchie firme, depositate regolarmente presso i tre Comuni».

«Mi risulta – aggiunge – che l’intervento sia già finanziato dalla Regione e che lo stanziamento sia stato affidato all’Uti, da cui il Comune di Monfalcone è notoriamente uscito». Di qui l’interrogazione al sindaco Anna Cisint per sapere «come intende procedere per farsi parte attiva nella realizzazione dell’opera, seppur non disponga direttamente del finanziamento, visto che non solo l’incrocio risulta essere molto pericoloso per l’incolumità pubblica, ma la porzione più rilevante della rotatoria verrebbe realizzata proprio su Monfalcone». –



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