Ore 8: il posto è un miraggio Giri a vuoto per mezz’ora

Alle 7.30 del mattino trovare un posto libero per lo scooter è già un’impresa ardua, che diventa quasi impossibile tra le 8 e le 8.30. Chi lavora in centro lo sa e ormai è rassegnato all’idea di compiere innumerevoli giri prima di trovare uno spazio libero. Sempre che il posto poi lo si trovi. Altrimenti si opta per il parcheggio irregolare, sperando non arrivi la tanto temuta multa.
Sono le 7.30, molti uffici stanno per aprire, tra poco anche negozi e altre attività. La ricerca spesso inizia dalle vie attorno a piazza dell’Unità d’Italia. Tra via Diaz e via dell’Orologio i pochi stalli a disposizione hanno appena accolto uno sciame di scooteristi, con il risultato che la zona è ormai off-limits. Dietro al Municipio tutto esaurito, fin dall’inizio di via del Teatro Romano, meglio invece non sostare in largo Granatieri nelle ore in cui il parcheggio non è libero: anche per i motocicli qui è richiesto infatti il permesso, che va esibito sempre, pena la sanzione. Ci si sposta più avanti, sempre sulla stessa strada ed ecco ancora file e file di scooter già posizionati, fino all’incrocio con corso Italia, dove una linea con pochi stalli si amplia ogni giorno, accogliendo parecchi mezzi anche fuori dalle righe e quindi a rischio sanzione.
Una soluzione possibile potrebbe rivelarsi piazza Benco, a metà del corso, ma anche qui un posto libero resta un miraggio, mentre dalla parte opposta, su via Santa Caterina, qualche centauro esasperato probabilmente dalla ricerca vana, ha lasciato la sua due ruote sulle strisce pedonali. Si prova a tornare verso il centro, tappa in via San Lazzaro, che raccoglie un altro grande bacino di spazi per scooter. Niente da fare. Tutto pieno, pienissimo, e a chiudere i ciclomotori parcheggiati ci sono pure alcune auto, ferme come spesso accade all’inizio dell’area pedonale per caricare o scaricare prodotti destinati agli esercizi commerciali della zona.
Proseguendo nelle strade vicine, su via Valdirivo e via Milano, la colonna di mezzi a bordo carreggiata, regolarmente piazzati, è infinita. Qualcuno, addirittura lascia lo scooter in seconda fila. Il prossimo tentativo sarà sul tratto finale di via Genova, dove gli stalli sono tanti, decine e decine. Ma già imboccando la strada da piazza Ponterosso si intuisce che anche questa volta l’avventura non sarà destinata a una conclusione positiva. Scooter sono parcheggiati in divieto sull’area di carico e scarico, sulle strisce e accanto ai tavolini del bar. La conferma arriva pochi metri più avanti: non c’è più uno spazio libero. Sono le 8 e si va verso piazza Tommaseo, dietro il palazzo della Camera di commercio, chissà che forse qui non ci sia ancora uno spazietto da riempire. Utopia. Non solo i motorini sono già tantissimi, ma pure in questo caso “sforano” sulle strisce pedonali vicine e in un caso un mezzo ha anche occupato lo spazio destinato alle biciclette. Si ricomincia da capo, su per corso Italia, con uno sguardo più attento girando su via Imbriani, dove gli stalli negli ultimi anni sono aumentati, anche se non sono ancora sufficienti evidentemente per soddisfare le richieste.
Un altro giro attorno alle vie del Borgo Teresiano risulta inutile, anche nelle stradine più defilate non si trova un buco. L’unica soluzione, quando ormai sono passate le 8, è l’area davanti al teatro Miela, anche se ormai la giungla di mezzi è già super affollata. Con un po’ di fortuna, infilando a fatica il motorino tra altri due, stando attenti a non bloccare le vie di fuga e a non rimanere incastrati, l’agognato parcheggio è stato raggiunto. (mi.b.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








