Ospitalità, lavoratori su del 19% in cinque anni con il traino di Trieste

TRIESTE. Il turismo in regione e in Italia cresce, anche a Ferragosto. E a beneficiarne è in primo luogo il numero di lavoratori che opera nel settore. Lo dicono i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del registro imprese. Prendendo in considerazione gli anni 2014, 2018 e 2019, il bacino di addetti che lavorano nell’ospitalità (hotel, B&B, affittacamere e camping) in Friuli Venezia Giulia è in una crescita costante che percentualmente supera la media nazionale. E Trieste traina la fila delle quattro province: in cinque anni, dal 2014 al 2019, si è posizionata al terzo posto tra tutte le province italiane per percentuale di aumento degli addetti.

Il business del turismo porta un incremento che si riflette - ma in misura minore, e in questo caso restando sotto il dato medio italiano - sulla crescita delle imprese del settore, che anche in questo caso vede il capoluogo giuliano in prima fila in Fvg. Andando poi a spulciare i dati sulle aperture di strutture, ancora una volta il capoluogo giuliano svetta, con un aumento del 91,3% di affittacamere e B&B in cinque anni e del 5,7% di hotel.
ADDETTI
È Trieste dunque che in cinque anni, dopo Isernia (+178%) e Matera (99,7%), ha saputo dare lavoro a un numero elevato di operatori nel settore. Dal 2014 al 2019 gli addetti sono aumentati del 60,3%, ben oltre il dato regionale del 19%, che come detto supera quello nazionale del 16,5%. Mostrano percentuali sicuramente più basse, anche se non in controtendenza, le altre tre province. Sempre nei cinque anni è Pordenone, con il 29,7%, a garantirsi una buona posizione. C’è poi Udine che, seppur parta con un bacino di persone molto più importante, non ha dimostrato uno slancio altrettanto considerevole in questi anni, con una crescita infatti del 18,4% dal 2014. Nel capoluogo friulano però è nell’ultimo anno che si è visto un corposo aumento, che supera le altre province, pari al 13,6%.
Sul lungo e breve periodo Gorizia invece resta in entrambi i casi la pecora nera: gli addetti nel settore ospitalità erano 792 cinque anni fa e sono diventati 729 (-8%). Anche dall’anno scorso non si è intercettata in tal senso alcuna ripresa, tanto che il segno meno rimane, questa volta accompagnato da un uno
IMPRESE
Di nuovo Trieste in vetta in regione per aumento di imprese attive nel settore dell’ospitalità in regione, con un +46,6% in cinque anni (da 103 aziende a 151), che alza all’8,9% un dato regionale che resta però sotto la media nazionale del 23%. Bene anche i numeri di Udine, mentre Pordenone e Gorizia si mantengono sul quinquennio agli stessi livelli.
STRUTTURE
Se gli alberghi nei cinque anni, con l’eccezione di Trieste a quota +5,7%, calano di uno 0,6% (in Italia siamo al -0,8%), sono affittacamere e B&B a registrare l’exploit: in regione è il boom del 91,3% del capoluogo giuliano a fare la differenza (contro la media regionale del 33,5% e nazionale del 68,3%): dal 2014 al 2019 le 46 strutture sono diventate 88. In questo caso, seconda arriva Gorizia (che però perde il 6,6% di alberghi) con un più 30%. «Nel lungo periodo forse Gorizia e Ronchi hanno subìto più chiusure che aperture», ipotizza Alessandro Lovato, amministratore unico di Grado Git. Stessa sorte per Pordenone, dove gli hotel sono diminuiti del 2,9% ma b&b e affittacamere sono aumentati del 12,5%. A Udine invece sia alberghi (0,6%) che strutture extralberghiere (13,5%) sono in aumento e pure i campeggi, che sono raddoppiati.
FERRAGOSTO
Se sulle spiagge di Grado si registra il sold out, per questo Ferragosto anche Lignano e Trieste sono sulla buona strada. I turisti in questi due ultimi casi hanno prenotato l’80% delle strutture a disposizione, ma per tirare le somme si dovrà attendere perché - sottolinea il presidente di Federalberghi Trieste Guerrino Lanci - la tendenza al last minute è sempre più spiccata. Anche la montagna del Friuli Venezia Giulia non soffre, con un’occupazione dei posti letto pari al 95%, anche se, sottolinea la presidente di Federalberghi Fvg Paola Schneider, «non si tratta dei numeri totalmente positivi dell’anno scorso: quest’anno sono tornate a essere mete visitabili le città del Nord Africa che, avendo prezzi più bassi dei nostri, diventano molto appetibili». Le sensazione sono comunque «positive», come afferma Lucio Gomiero, presidente PromoTurismoFvg, intercettato durante un’escursione di trekking tra Sappada e Forni Avoltri.
In mare o tra le rocce è però sempre la permanenza ad accorciarsi. Due, tre giorni, in media, ma dipende da zona a zona. Il visitatore, in questo periodo dell’anno, è sia italiano che straniero, arriva dall’Austria e dalla Germania ma anche dall’Est e dal Nord Europa. Se a Grado e Trieste si presenta con un portafoglio talvolta anche sostanzioso, a Lignano spesso si limita a spendere il minimo indispensabile. Dipende comunque dalla struttura scelta, tra hotel e affittacamere o b&b, eccetto a Lignano, «dove però ci sono solo alberghi e appartamenti a parte un b&b», specifica Enrico Guerin, presidente di Confcommercio Lignano.
In ogni caso, come evidenziano Thomas Soyer, presidente del Consorzio Grado turismo e Rosina Vogrig, segretaria dell’associazione b&b in Italy sezione Fvg, «non c’è più quella concorrenza tra hotel e b&b e affittacamere». La lotta continua solo contro gli abusivi, come sottolinea Lanci: «Sono 500 i soggetti di affittacamere e b&b abusivi, per un totale di tremila posti letto a Trieste». E chi cercasse lavoro, sappia che a Lignano, come specifica Emanuele Rodeano, presidente di Lignano Sabbiadoro gestione, «non si trova personale».
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