Ospiti dai 18 ai 38 anni tutti pakistani e afghani

Gli immigrati, quasi sempre, hanno fra i 18 e i 38 anni. Provengono dalle zone tribali del Pakistan e da diverse aree (non c’è un trend) dell’Afghanistan.

Il livello di istruzione è più elevato per i pakistani, così come decisamente buona è la conoscenza della lingua inglese. Gli afghani, invece, hanno un’istruzione medio-bassa. Entrambi rappresentano l’investimento della famiglia allargata: sono gli uomini giovani quelli su cui i genitori e i parenti investono; sono gli uomini più forti quelli che possono reggere l’urto del duro viaggio verso l’Europa. Per arrivare qui e costruirsi una nuova vita lontano dalle guerre hanno speso una cifra variabile dagli 8mila ai 13mila dollari.

Come si ricorderà, l’identikit dei richiedenti-asilo che continuano ad arrivare in città (seppure in numeri minuscoli rispetto al passato) è contenuto nel report intitolato “I barconi dei Balcani”, indagine-pilota condotta dall’Istituto di sociologia internazionale di Gorizia (Isig), un contributo di conoscenza di assoluta rilevanza che permette di conoscere più da vicino queste persone in cerca di aiuto e di comprendere le loro dinamiche.

Non solo. I migranti intervistati hanno evidenziato chiaramente che siamo «terra di passaggio». Ovvero: difficilmente queste persone (una volta riconosciute come rifugiati politici) rimarranno qui e si costruiranno una nuova vita in loco perché, se ne sono accorti pure loro, Gorizia è bella ma non offre grandi possibilità lavorative o sbocchi professionali. —

Fra.Fa.

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