Parcheggi, aiuole, recinti Il de Henriquez si fa bello

Con le economie derivate dal ribasso d’asta il Comune provvede a risistemare gli spazi esterni del comprensorio museale nell’ex caserma di via Cumano
Silvano Trieste 02/11/2017 Museo De Henriquez, i carri di Carnevale parcheggiati fuori dai capannoni
Silvano Trieste 02/11/2017 Museo De Henriquez, i carri di Carnevale parcheggiati fuori dai capannoni

Era ora. Il Comune, dopo aver completato i lavori sul secondo lotto del de Henriquez, utilizza le economie derivanti dal ribasso d’asta per rendere un po’ più presentabili le aree esterne del complesso di via Cumano, dove da una decina d’anni l’ex caserma “Duca delle Puglie” ha lasciato campo a due musei, a quello di Storia naturale e - appunto - a quello curiosamente dedicato alla “guerra per la pace”.

L’amministrazione ha “risparmiato” 380 mila euro dall’appalto, che nel 2014 era stato aggiudicato alla mestrina Building Strade, e adesso, con una delibera portata dall’assessore Elisa Lodi e preparata dalla dirigente Lucia Iammarino, ha deciso di destinare il ribasso a tre interventi mirati alla riqualificazione di un’area, che resta ancora isolata e fatalmente trascurata dai visitatori in confronto a istituti più centrali e più agevolmente raggiungibili.

Il primo intervento riguarda la sistemazione e l’asfaltatura dell’ex piazza d’armi, che si configura come spazio aperto tra i due musei dove realizzare un parcheggio: quasi 5 mila mq da sottrarre all’attuale degrado, rimessando la pavimentazione e ampliando le aiuole. Il secondo è mirato a ristrutturare e a mettere in sicurezza gli esterni dell’ex mensa «post(a) in posizione baricentrica - puntualizza il testo della delibera - e quindi determinante per il decoro del comprensorio»: oggi giace «in pessime condizioni di conservazione». Con la terza opera i Lavori pubblici municipali intendono risistemare il portale d’accesso in via Cumano, erigere un tratto di recinzione esterna al posto di un muro di cinta demolito, costruire una nuova rampa esterna al museo. Dal punto di vista procedurale, per appaltare la triade di interventi, il Comune deve attendere l’autorizzazione all’utilizzo delle economie di gara da parte del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che da ieri è retto dal pentastellato Danilo Toninelli. Ma dovrebbe trattarsi di un passaggio “pro forma”.

Il recupero a scopo museale dell’ex caserma, che aveva ospitato il 14° gruppo d’artiglieria “Murge”, vanta un curriculum di quattordicenne durata. Tutto iniziò nel 2004, quando la Giunta regionale, allora presieduta da Riccardo Illy, deliberò un finanziamento di 7,4 milioni allo scopo di trasferire nell’ex area castrense di via Cumano i due istituti museali. Il comprensorio è comunque rimasto di proprietà demaniale e nell’ottobre 2005 il Comune stipulò con la competente Agenzia un contratto di locazione di 15 anni (quindi tra un paio di anni andrà rinnovato): in tutto 23.680 metri quadrati, su cui sono edificati 13 fabbricati per una volumetria di circa 90 mila metri cubi e una superficie coperta di 11.400 mq. La relazione, che accompagna la delibera, non è in grado di stabilire precisamente la data di costruzione, che viene collocata nei primi decenni del Novecento: la Soprintendenza ha comunque ritenuto che l’immobile non rivestisse interesse culturale, quindi il Comune ha potuto progettare senza sottostare a procedure autorizzative. Il finanziamento regionale venne utilizzato per trasferire e allestire il museo di Storia Naturale, per realizzare il primo lotto del de Henriquez. Per il secondo lotto del museo della guerra per la pace si dovette attendere il 2013, allorquando il Comune a guida cosoliniana e il ministero delle Infrastrutture e Trasporti sottoscrissero un contratto di “valorizzazione urbana”. La convenzione, ad esso afferente, definì l’impegno per due opere, sulla base di un cofinanziamento di 4,8 milioni: 4 li avrebbe messi Roma, il resto il Municipio. Gli interventi avrebbero riguardato il trasloco dell’Archivio generale nella Beleno e il completamento del de Henriquez.

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