Il parco di Miramare con gli spazi in fiore che Massimiliano indicò ai giardinieri

La primavera è già all’opera nella grande area verde voluta dall’arciduca. La curatrice Ottaviani: «Tutte le piante rispettano la volontà dell’autore»

Micol Brusaferro
Le prime fioriture primaverili nel Parco di Miramare con le sue serre (Lasorte)
Le prime fioriture primaverili nel Parco di Miramare con le sue serre (Lasorte)

Nel parco di Miramare sono iniziate le fioriture primaverili, un tripudio di colori e profumi, che si scoprono passeggiando nei vialetti, tra i parterre e nei giardini.

Aiuole, alberi e ampi spazi verdi stanno cominciando a mostrare il loro lato migliore e così sarà anche nelle prossime settimane quando, uno dopo l’altro, sbocceranno ulteriori varietà, recuperate con un lavoro attento, nel rispetto della storica botanica dell’area, effettuato attraverso lettere ed elenchi conservati nel maniero.

Giorgia Ottaviani, funzionario architetto e curatore del parco di Miramare, spiega che «in questi giorni stanno fiorendo i prunus vicino al lago dei cigni. E non sono semplici ciliegi – sottolinea – sono prunus di una varietà antica, presenti in Europa a metà dell’Ottocento. Per metterli a dimora è stata fatta un’accurata ricerca, per capire le tipologie che allora erano state scelte. Si tratta di un intervento realizzato vicino al lago durante la riqualificazione del 2021.

Ricordo che quando è stato fatto un lavoro di pulizia in questo punto, abbiamo scoperto che proprio in questa zona c’erano dei ciliegi selvatici e alcuni più “moderni”. Abbiamo pensato che poteva essere una buona occasione per offrire uno scenario di fioritura un po’ anticipato rispetto a quello del parterre. Seguiranno le fioriture del glicine».

Intanto stanno cominciando a vedersi anche le prime bulbose, sia nel parterre superiore che inferiore, «piante già introdotte nel 2020, e dallo scorso anno – precisa Ottaviani – si può vedere la riconfigurazione del parterre del castelletto. I tulipani, cosiddetti botanici, sono rifiorenti ed è un aspetto molto importante, perché si è deciso di puntare anche sulla sostenibilità, con varietà che si ripresentano e che potenzialmente si moltiplicano. Questo ci garantisce di offrire uno spettacolo che si ripropone di anno in anno nel suo splendore, anche se in parte vengono comunque “rimpolpate”».

Anche i narcisi stanno già facendo capolino, in questo caso nel parterre inferiore, davanti alla caffetteria, dove l’esperta ricorda come a Miramare «abbiamo messo a dimora anche tulipani da collezione, un tipo di bulbose che regalano un grande effetto e che andranno a fioritura tra qualche settimana, compatibilmente con il meteo».

Un ampio lavoro è stato fatto poi sulle rose, «la loro potatura si è conclusa a fine febbraio – riferisce Ottaviani – e possiamo contare sia sulle rose Bengala del piazzale, attorno alla fontana, sia sulle rose Larissa, come quelle del parterre inferiore. Entrambe sono ottocentesche, rifiorenti e “rustiche”. Quindi non hanno necessità di particolari trattamenti, a parte, come detto, le consuete potature. Anche qui la scelta è stata orientata a una conservazione delle varietà presenti e allo stesso tempo a una grande attenzione alla sostenibilità».

Ancora qualche mese per vederle fiorite, mentre a breve verranno collocate le viole “Mattiola” tanto amate da Massimiliano. «Per la stagione estiva, oltre alle sempreverdi e alle succulente che sono in grande salute – anticipa Ottaviani – fioriranno le canne indiche, salvie gregii, agapanthus, rose rifiorenti, echinacee, oleandri e tulbaghie».

Continua quindi il grande impegno del parco per valorizzare gli spazi fioriti, che negli ultimi anni hanno anche attirato un numero crescente di turisti, proprio nel periodo della primavera. Ottaviani ci tiene a ricordare che «le piante che abbiamo messo a dimora si basano sulla documentazione ottocentesca che avevamo, da un lato le lettere tra Massimiliano e i giardinieri, dall’altra c’è anche la presenza di un importante elenco di specie botaniche, che è stato una guida fondamentale nell’aiutarmi a ricomporre i giardini formali del parco.

Prosegue anche il nostro studio – conclude l’esperta – per rendere il parco sempre più accogliente, affinché possa raccontare sempre qualcosa ai visitatori e, allo stesso tempo, valorizzi la storia e la ricchezza botanica insita in quest’area». —

 

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