Pasquetta in zona rossa a passeggio, sulla bici o arrampicando in Carso

A piedi, in bicicletta a passo lento o arrampicate in compagnia. La Pasquetta in zona rossa a Trieste ha raccolto tra i sentieri del Carso un timido e sparuto pubblico. Poche uscite, pranzi leggeri, con gli avanzi del giorno prima, e piuttosto ristretti. A parte qualche eccezione, la linea adottata dai triestini è stata molto rispettosa delle regole imposte dal decreto Draghi per questa tre giorni di festività. La strada Napoleonica, la passeggiata a picco sul mare solitamente molto gettonata, nella mattinata di ieri è stata poco frequentata. A pochi passi dal santuario di Monte Grisa il via vai era molto limitato e regnava la calma. Forse i triestini avevano puntato su mete più defilate.
Il frastuono era per lo più concentrato nei centri abitati vicini, tra i profumi di carne alla griglia e qualche nota in sottofondo. Il sentiero affacciato sull’Adriatico è stato comunque scelto da qualche amante della natura, come Raffaella D’Angelo. In sella alla sua e-bike, nuova di zecca, ha raggiunto la Napoleonica quale ultima tappa del percorso prima di tornare a casa per il pranzo. Una biciclettata di ben 80 chilometri. «Da Opicina mio marito e io abbiamo seguito un percorso attraversando strade meno frequentate, passando per Sales, Colludrozza, Sgonico. Ora guardiamo il mare e poi andiamo a pranzo – spiega –. Questo giro è nato dal fatto che mio marito mi ha regalato di recente la bici elettrica. Lui ce l’aveva già da anni, io invece sono sempre stata una grande camminatrice. Ma ora mi sono convertita».
Per una passeggiata all’insegna del relax hanno optato anche Edgardo Morgante e la moglie. Una coppia triestina, con domicilio nel capoluogo giuliano, che risiede in Svizzera. «Siamo arrivati dalla Svizzera già vaccinati – raccontano –. Dove viviamo c’è un altro tipo di organizzazione. Non abbiamo dovuto fare nulla, se non attendere una chiamata per la convocazione. Siamo andati all’appuntamento e terminata l’inoculazione ci hanno dato bottiglietta d’acqua e una barretta di cioccolato. Nessun fastidio, nessuna reazione. Nemmeno l’appetito ci è sceso». Lo ha dimostrato il pranzo di Pasqua, così abbondante che ieri i due coniugi hanno appunto deciso di camminare: il pasto di Pasquetta si è deciso di limitarlo agli avanzi del giorno prima.
Anche Francesca e la sua famiglia hanno preferito stare all’aria aperta, almeno un po’. «Abbiamo approfittato per stare soli a pranzo – afferma la donna mentre cammina con marito e figlia –, visto che i nostri genitori hanno una certa età. Siamo fortunati ad abitare vicino alla Napolonica, che abbiamo raggiunto a piedi». Con la temperatura mite di ieri c’è stato anche chi ha sfruttato la giornata di festa per arrampicarsi. Sulle pareti rocciose c’erano ad esempio Marta Forti e Andrea Pausa. «Per noi è un giorno come un altro, non festeggiamo la Pasquetta ma abbiamo approfittato della festività per venire qui. Di solito ci allontaniamo di più – dicono –, raggiungendo la Val Rosandra, ma in zona rossa abbiamo scelto così perché vicino a casa».
Cani al guinzaglio e quattro passi nei pressi del Sincrotrone, a Basovizza – area abbastanza deserta, frequentata da qualche ciclista ieri – pure per Livio Degrassi, 83 anni, e Paolo Girlinger, 64. «Di solito a Pasquetta andavamo a pranzo da una parente qui vicino – dicono –, ma quest’anno abbiamo deciso di fare solo un giretto in Carso mentre ieri ci siamo ordinati una pizza. Niente di particolare». Di passaggio sull’Altipiano, solo per controllare un terreno di proprietà, è stata invece una famiglia: «Avremmo voluto usare il terreno per passare come sempre la Pasquetta in compagnia, per noi è un momento di aggregazione, anche in osmiza – afferma un signore –, ma non è possibile quest’anno, quindi abbiamo scelto di fare una breve passeggiata e basta. Ieri abbiamo pranzato con la nonna e adesso andiamo a casa».
Un’altra signora, con la propria cagnolina Wendy, ha raggiunto in automobile dalla propria abitazione la Napoleonica. «Fare attività motoria vicino a casa mia è impossibile – sottolinea – e così sono venuta a camminare qui». —
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