Pd e Altran: gestione dello scalo inadeguata

Vertice chiarificatore con il sindaco. «L’Azienda speciale ha le sue responsabilità, serve un cambio»
Bonaventura Monfalcone-11.01.2013 Nuovo ufficio del sindaco-Palazzetto Veneto-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-11.01.2013 Nuovo ufficio del sindaco-Palazzetto Veneto-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

«Siamo convinti che l’attuale sistema di gestione del porto abbia dimostrato la propria inadeguatezza e in questo anche l’Azienda speciale porto ha le sue responsabilità».

Piena convergenza tra il segretario del Pd, Paolo Frisenna, il capogruppo Pd in Consiglio comunale Giorgia Polli e in sindaco Silvia Altran al termine dell’incontro urgente chiesto al primo cittadino dopo lo scandalo delle banchine in porto, il caso dell’autostrada del mare inagibile (ci sono ben due inchieste della Procura e della Corte dei conti) e del rischio paralisi dei traffici.

Un vertice che si è reso necessario anche dopo la riunione del Consiglio di amministrazione dell’Azienda porto dove il presidente Emilio Sgarlata ha respinto qualsiasi responsabilità sulla situazione manifestando la contrarietà a qualsiasi svolta o cambiamento.

«Siamo convinti che sia necessaria una svolta in porto, una soluzione di discontinuità - spiega invece Frisenna - che garantisca lo sviluppo del porto, del suo potenziale, la tutela dei lavoratori e degli operatori portuali. Credo che un cambio per il porto di Monfalcone sia necessario per lo sviluppo del suo territorio, del suo tessuto industriale e commerciale».

Una presa di posizione “condivisa” con il sindaco Altran, ma che non significa una guerra o una battaglia «contro qualcosa o qualcuno», ma piuttosto perchè il porto finalmente dopo decenni di “sonno” provi a sviluppare le sue potenzialità senza più freni. Lo stesso sindaco Altran, di fronte alle emergenze emerse nello scalo aveva affermato che «non si può non vedere che il luogo delle scelte strategiche non è più l’Azienda speciale, che certo ha svolto un ruolo importante in questi anni, ma che con il nuovo assetto normativo ha perso la centralità di un tempo».

La situazione a Portorosegna non permette più diplomazie o attese e anche Silvia Altran ormai è convinta che «appare necessario rimettere mano alla legge regionale sui porti ed utilizzarla in modo opportuno per individuare al più presto chi abbia la capacità e l’autorevolezza di imporre gli interventi impellenti e rimuovere gli ostacoli che stanno paralizzando la funzionalità del porto».

Il Pd per la prossima settimana ha annunciato un’iniziativa ad hoc per parlare di porto e della necessità dello sviluppo. (g.g.)

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